Page 194 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      194


          dame di carità presenti negli ospedali e nelle città di retrovia , come patronesse e
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          animatrici di comitati d’ogni tipo spuntati a supporto dello sforzo bellico nei centri
          urbani e in ogni angolo del paese anche a “fini politici” , come “seminatrici di corag-
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          gio”  e raccoglitrici di fondi in soccorso delle famiglie indigenti dei feriti, dei mutilati
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          o dei caduti  (assai meno dei prigionieri caduti in mano nemica), come profughe e
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          internate , come maestre elementari  e come visitatrici per conto dei centri di smista-
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          mento notizie sui militari (a Bologna, a Milano ecc.) , ma anche poi come madrine di
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          guerra  e, assai di rado, come informatrici e “spie”  o, più di frequente, in qualità di
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             Una femminista di destra. Flavia Steno, in Aa. Vv., Vivere da protagoniste. Donne tra politica, cultura e controllo
             sociale, Roma, Carocci 2001, pp. 107-129; O Freschi, Donne in trincea. Flavia Steno al fronte, in “Nuova
             Corrente” 2013, n. 1512, pp. 59-72; S. Serini, La visione delle donne in I. Biagini e M. Severini (a cura
             di), Visioni della Grande Guerra, Venezia, Marsilio 2015, pp. 125-138).
          13  S. Bartoloni, Italiane alla guerra. L’assistenza ai feriti 1915-1918, Venezia, Marsilio 2003; Ead., Donne nel-
             la Croce Rossa italiana tra guerre e impegno sociale, ivi, 2005; G.Variola e P. Scandaletti , Le crocerossine nella
             Grande Guerra. Una via all’emancipazione femminile. Aristocratiche e borghesi nei diari e negli ospedali militari,
             Udine, Paolo Gaspari Editore 2008.
          14  A. Fava, Il ‘fronte interno’ in Italia, forme politiche della mobilitazione patriottica e delegittimazione della classe
             dirigente liberale, in “Ricerche storiche” 1997, n. 3, pp. 503-531.
          15  A. Molinari, Donne e ruoli femminili nell’Italia della Grande Guerra, Milano, Selene, 2008, pp. 25-35.
          16  Aa. Vv., Combattere a Milano 1915-1918. Il corpo e la guerra nella capitale del fronte interno, a cura di B.
             Bracco Milano, Editoriale Il Ponte, 2005; ll corpo violato. Sguardi e rappresentazioni nella Grande guerra,
             numero monografico di “Memoria e ricerca” (2011, n. 38) a cura di B. Bracco e T. Bertilotti e B.
             Bracco, La patria ferita. I corpi dei soldati italiani e la Grande guerra, Firenze, Giunti, 2012.
          17  M. Ermacora, Le donne internate in Italia durante la Grande Guerra. Esperienze, scritture e memorie, in
             “DEP” (Rivista telematica di studi sulla memoria femminile) 2007, n. 7, http://www.unive.it/me-
             dia/allegato/dep/n7/Dep 0007. pdf.
          18   S. Soldani, Una scuola per la patria in armi, in Aa. Vv., Un paese in guerra, cit., pp. 135-146.
          19   L Gaudenzi,La Grande guerra e il fronte interno attraverso le carte dell’Ufficio per notizie alle famiglie dei militari
             di terra e di mare, “Storia e futuro. Rivista di storia e storiografia on line” novembre 2014, n. 36.
          20  A. Molinari, La buona signora e i poveri soldati. Lettere a una madrina di guerra (1915-1918), Torino Scrip-
             torium 1998.
          21   Sul caso più noto, e quasi unico, dell’irredenta Luisa Zeni nei giorni dell’entrata in guerra dell’Italia,
             dai tempi (1960) delle memorie sui propri 28 anni nel SIM di Tullio Marchetti – che l’aveva perso-
             nalmente “assoldata” - si sono alternati soltanto generici accenni di studiosi della nostra “intelligen-
             ce” militare (di Tarolli, Pasqualini, Mongai ecc.), ma più che altro interventi giornalistici di modesto
             spessore che stranamente evitano tutti, come anche l’ultimo di Claudia Galimberti (Una spia tutta
             italiana. Luisa Zeni, in Aa. Vv., Donne nella Grande Guerra. Introduzione di Dacia Maraini, Bologna, il
             Mulino , 2014, pp. 81-98) di riandare quanto meno alla fonte primaria e autobiografico/romanzesca
             della stessa Zeni (autrice infatti, sin dal 1926, di Briciole: ricordi di una donna in guerra, con prefazione
             di C. Delcroix e un’introduzione biografica del Comandante G. Roncagli, Milano Società editrice
             di arte illustrata); sul tema in generale lo studio più affidabile rimane quello di A.Fiori, Spionaggio e







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