Page 199 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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          guire uno scopo al cui raggiungimento concorse viceversa, in modo fortuito, una sua
          aristocratica compagna di collegio che, messa al corrente del problema, dopo averla
          fatta salire sulla propria carrozza, “cominciò a narrarle i trucchi di alcune mogli di
          ufficiali per eludere “il divieto di stabilirsi vicino ai propri compagni in zone prossime
          al fronte:
                Una si era messa in uniforme ed era entrata in bicicletta dove non volevano
                lasciarla entrare; un’altra si era fatta passare per moglie di un fornitore; un’altra
                si era servita di documenti non suoi...Intanto nel girare per i viali del giardino
                pubblico, la carrozza incrociò tra gli altri un legno da nolo di due ragazze alle-
                gre: cappelloni impennacchiati, gonne corte, gambe accavalcate, polpacci bene
                in mostra.
                “To’!...” esclamò la marchesa. “ Ce n’è ancora!”
                “Perchè?” domandò [Adriana], curiosa suo malgrado.
                “Ma perchè sono tutte accorse in zona di guerra!”
                “E le lasciano passare?”
                “Loro, sì. Per loro non ci sono difficoltà. Capirai, con tanta gioventù adunata
                lassù...”
                Capì, ed un impeto di sdegno la sollevò. Loro, sì; le invereconde, sì; il vizio
                sì: tutti i rigori per le donne oneste, per le compagne legittime!....E questa era
                giustizia?”
             Lasciata sola a rimuginare sull’infelicità della propria sorte, solo alla fine Adriana
          escogita il travestimento “da odalisca” che la porterà ad esibirsi in un cafè chantant di
          retrovia e a ricongiungersi, dopo una complicata agnizione, col marito, avendo appre-
          so a Padova, non distante dal luogo dove Raimondo stava acquartierato, che qui, in
          effetti, “entravano soltanto infermiere e cocottes” mentre a un suo diretto superiore,
          l’immaginario general Brancardi, De Roberto mette in bocca, scoperta la montatura,
          frasi sferzanti contro quegli altri suoi colleghi che pure, “dopo aver fatto venire le
          relative consorti, le hanno gabellate per cocottes, sperando di non farsi pescare”.

          III. Menages informali e nuove donne di guarnigione

             Altrove mi è già capitato di esaminare alcuni riflessi, abbastanza indicativi e docu-
          mentati, di una casistica “prostituzionale” che va ben oltre la fattispecie delle donne
          di piacere d’alto bordo e che infatti, nel corso del primo conflitto mondiale, riguardò
          anche, qua e là, le ultime propaggini dell’uso, in auge sino ai tempi delle guerre na-
          poleoniche con particolari riprese più tardi nei contesti “coloniali”, delle “donne di








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