Page 203 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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ecc.) . In parallelo con tali raffigurazioni, anche se con margini maggiori di allusività
rispetto alle condizioni reali delle donne, si mosse da subito anche la “macchina” dei
canti di guerra dove alla propaganda dei motivi da café chantant (da “La ragazza
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neutrale” nel ‘14 alle “Ragazze di Trieste” della “Campana di San Giusto” nel ‘15 e
così via) si sovrapposero man mano testi e melodie di segno diverso tanto d’autore
oppure promosse dai vertici di alcuni corpi d’armata quanto frutto di rielaborazioni
spontanee dei combattenti su temi a prima vista monocordi (si pensi solo, da un lato,
al soldato “’nnammurato” di Cannio e Califano o, da un altro, alla miriade di canzoni
d’amore, popolari, alpine, ma anche di smarrimento, di rifiuto e di protesta con al
centro l’amore e la donna) ruotando cioè, perennemente, attorno a icone femminili
assai scontate. Pure il cinema le fece proprie, com’era inevitabile in chiave patriottica,
sin dal primo film di successo di Carmine Gallone, “Sempre nel cor la patria”, il cui
titolo, al debutto nel settembre del 1915, riecheggiava alcuni versi bruttini di Berchet
(“Sempre nel cor l’Italia /S’ell’anche obblia chi l’ama”), ma la cui trama narrava di una
giovane (impersonata dall’attrice Leda Gys) la quale, improvvidamente sposata con
un austriaco, allo scoppio della guerra aveva scelto di rientrare in Italia morendo poi
da eroina per scongiurare una missione di sabotaggio guidata proprio da suo marito.
É abbastanza ricorrente del resto, a proposito di eroine e di eroismi, il “topos” della
ragazza che soffre oltremisura per non poter concorrere anche lei, armi alla mano,
alla difesa della Patria in pericolo e che nella estensione enfatica o eterodossa del con-
cetto e di uno dei cardini del pensiero - e dell’impegno - femminista cerca addirittura
di arruolarsi “en travesti”, novella Tonina Masanello, nell’esercito regio, dando vita
forse a pochi fatti di cronaca, ma a varie canzonette (e a molte dicerie) sulle donne
soldato . Accomunate nell’eccezionalità patriottica ad altri soggetti fuori “norma” o
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comunque fuori dell’ordinario, dai bambini ai giovinetti , dai vecchi ultrasessantenni
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coetanei di De Roberto agli invalidi famosi come Enrico Toti che accorrono (o cer-
cano di accorrere) al fronte (e qualche volta ci lasciano pure la pelle combattendo),
queste donne soldato si contano certo sulle dita d’una mano , ma nelle rifrazioni del
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43 Benchè sia ancora in attesa di stampa mi permetto di rinviare a un mio lavoro, anche questo “calei-
doscopico “, sulle canzoni e la musica durante il primo conflitto mondiale ossia E. Franzina, Canti
popolari e musiche colte nel caleidoscopio sonoro della grande guerra.
44 Su cui si veda ora il libro di Lorenzo Cadeddu, Le donne nella grande guerra, Udine, Paolo Gaspari
editore, 2015.
45 Cfr. specie A. Gibelli, Il popolo bambino. Infanzia e nazione dalla Grande Guerra a Salò, Torino, Einaudi,
2005, pp. 39-176.
46 I casi in qualche modo documentati a cui si fa di solito riferimento sono in effetti soltanto un paio,
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