Page 198 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 198
scenari bellici e di trincea, s’inventò comunque la storia, con tanta maestria da farla
parer vera, proprio l’autore de “I Viceré”, un interventista dell’ultima ora, ma anche
un interprete attento e acuto della realtà circostante.
Nel rispetto della procedura da lui privilegiata e basata sul riscontro a tratti mania-
cale dei dettagli persino di più infima rilevanza, ossia muovendosi con l’acribia d’uno
storico di mestiere, ma con la perizia del grande narratore , De Roberto ebbe infatti
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la capacità e il merito di cogliere lucidamente l’essenza di molte situazioni determina-
tesi sul fronte del fuoco che poi consegnò alla raccolta dei propri “racconti di guerra”
come ben sanno i lettori di novelle sul genere de “L’ultimo voto”, “La posta” o “La
paura” a cui non a caso si è appoggiato, ancora di recente, Ermanno Olmi per la sce-
neggiatura del proprio film “Torneranno i prati”. Se Olmi avesse scelto invece la pri-
ma di quelle rievocazioni postume, che vide la luce sulle pagine della “Rivista d’Italia”
a guerra appena conclusa nel 1919 , si sarebbe dovuto misurare, ma non era certo
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nelle sue intenzioni, con il paradosso della “Cocotte”, protagonista dell’omonimo
racconto in cui De Roberto metteva in scena Adriana, la giovane moglie di un valo-
roso ufficiale, il capitano Raimondo Parisi, ferito e decorato, la quale per “avvicinarsi
di molto” a lui e partecipare alla sua vita “di sacrifizii e di pericoli” non aveva esitato
a farsi in prima battuta “infermiera della Croce Rossa” , ma che poi, non essendo
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riuscita nel proprio intento, aveva finto di essere, pur di raggiungerlo, una “cattiva
signorina” del tipo cantato in versi famosi da Guido Gozzano pochi anni innanzi
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In una esistenza diventata “triste ed inutile [...] vestire il bianco camice crociato, leni-
re le piaghe aperte nelle carni dei soldati dal fuoco e dal ferro nemico” le era parso “qua-
si un dovere, un modo di partecipare al gran travaglio della nazione. E poi, e prima, era
il mezzo di avvicinarsi a Raimondo, forse d’incontrarlo: era la soluzione che conciliava
ogni cosa: la carità e l’egoismo, l’amore di Raimondo, l’amor patrio, l’amor di se stessa.”
Delusa nella speranza di poter essere assegnata a qualche ospedale da campo per
una restrizione del numero di volontarie abilitate al servizio proprio quando suo ma-
rito le comunicava di essere rimasto ferito, Adriana tentò ogni strada al fine di conse-
31 Giannanti A., Fear and Hunger: The “Desertive” Style in Federico De Roberto’s War Novellas (Remarks on
Style and War Ideology), in P. Piredda (ed.), The Great War in Italy. Representation and Interpretation, Leice-
ster, Troubador Publishing, 2012, pp. 31-40.
32 De Roberto F., La “Cocotte”, in “Rivista d’Italia” 28 febbraio-31 marzo 1919.
33 Tutte le citazioni s’intendono tratte da F. De Roberto, La paura e altri racconti di guerra, a cura di G.
Pedullà, Milano, Garzanti, 2015, pp. 101-137.
34 Cfr. G. Gozzano, Cocotte,in Idem, I colloqui, Milano, Treves, MCMXI (la prima stesura di questa po-
esia molto nota risaliva peraltro al 1907).
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