Page 197 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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          attualmente disporre scaturisce, ancora e sempre, dalla perlustrazione degli archivi
          tradizionali o istituzionali, dalla stampa coeva e dalle stesse rievocazioni letterarie e
          memorialistiche a cui dobbiamo infatti una prima approssimazione anche rispetto al
          vissuto di chi in prima persona non poté (o non volle) renderne diretta testimonian-
          za . Ma le strade per avvicinarsi alla meta di una più vasta conoscenza son quelle che
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          sono e forse dovranno ancora per molto incrociarsi, soprattutto attraverso le descri-
          zioni di romanzieri, memorialisti e letterati, con i percorsi effettivamente compiuti,
          cent’anni fa, da chi si trovò a batterne alcune di particolari fra le retrovie e la linea del
          fuoco.

          II. La “Cocotte”

             Nella sfida “decisamente impervia” di riuscire a dare della grande guerra, massime
          di quella combattuta al fronte, una raffigurazione letteraria attendibile pur senza aver-
          ne mai fatto prova diretta, Federico De Roberto fu senz’altro colui che seppe meglio
          rendere, fra gli intellettuali italiani della sua generazione (quella dei “nati prima del
          1870”), l’immagine di un’esperienza colta attraverso vari frammenti o momenti i quali
          avevano concorso a formarne la realtà fattuale. Una realtà, cioè, dalle mille sfaccetta-
          ture che includeva in gran numero le donne e che molti altri, all’epoca scrittori in tutti
          i sensi alle prime armi, ma destinati a diventare famosi inoltrandosi nel Novecento,
          vissero invece in prima persona spesso parlandone nelle proprie opere d’invenzione
          (novelle, romanzi ecc.) o, più tardi, anche nelle loro memorie e in altre scritture auto-
          biografaiche . Lo vedremo meglio qui appresso accennando qua e là ai rapporti fra
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          gli scrittori soldati – ma più spesso e meglio gli aspiranti e i sottotenenti scrittori - e le
          donne lasciate a casa, conosciute in retrovia o comunque entrate in contatto con loro
          durante la guerra. Di una di queste donne, prima di dedicarne altre di memorabili agli


             guerra mondiale 1915-1918 dei caduti di Valle Camonica e Sebino, a cura di G. C. Maculotti e F. Zeziola , Esine,
             Valgrigna Edizioni, 2011; Diari 1915-1918. Dal cortile alla trincea, a cura di T. Zana, Brescia, “Giornale di
             Brescia” 2015 ; Dal buio della mia trincea - Lettere e cartoline dei soldati caduti nella Grande Guerra, a cura di
             Samuele Pedergnani, Roccafranca (BS), La Compagnia della Stampa-Massetti Rodella Editori 2015). L’unico
             spazio fatto a un rapporto “amoroso “ e quindi, indirettamente anche alla voce di una donna nel
             libro di Antonelli riguarda la storia di “Giuseppe e Maria”, riproposta attraverso le memorie di
             Giuseppe Filippetta.
          29  Capecchi G. , Lo straniero nemico e fratello. Letteratura italiana e Grande Guerra, Bologna, Clueb 2013.
          30  Cfr. le puntuali schede bibliografiche, suddivise per autore e per genere, di Enrica Brichetto; La
             grande guerra degli intellettuali, in Atlante della Letteratura, Vol. III, Dal Romanticismo a oggi, a cura di D.
             Scarpa, Torino, Einaudi, 2012, pp. 477-489 , ma anche le osservazioni di Mondini, La guerra italiana,
             cit., pp. 165-212.







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