Page 303 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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III Sessione: L’ASSISTENZA SANITARIA 303
vivevano in un ospedale per tre anni, ed in cambio di vitto, alloggio ed un modestis-
simo salario, ricevevano un diploma di infermiera). Ma le infermiere canadesi non
raggiungevano nel 1914 le 50 unità, di cui solo 5 erano effettivamente in servizio
permanente nelle forze armate canadesi, un numero limitato che si spiega con la
reticenza della società vittoriana, (e di una delle sue componenti più tradizionaliste,
l’esercito), nel vedere la donna in un ruolo diverso dalla madre di famiglia.
Più di 2.500 infermiere canadesi si distinsero durante la guerra, spesso negli
ospedali canadesi e talvolta in quelli britannici. L’infermiera doveva essere nubile
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(il contrarre matrimonio comportava l’automatica esclusione dal corpo militare),
avere dai 19 ai 38 anni, essere suddita britannica ed avere un diploma di infermiera
riconosciuto nel Regno Unito. Le Canadesi, come tutte le altre, pagarono un prezzo
altissimo nel conflitto: 53 morirono, vittime di bombardamenti, malattie o anche
annegamento. Nell’ultima categoria, ad esempio, va segnalato come 14 infermiere
persero la vita nell’affondamento della loro nave ospedale, la Llandovery Castle, da
parte di un sottomarino tedesco il 27 giugno 1918.
Le infermiere canadesi si distinguevano dalle altre del Commonwealth per due
motivi: in primis avevano un uniforme blu con colletti rossi. Per questo venivano
chiamate le Bluebirds. Poi, le canadesi erano le uniche infermiere che avevano un
grado militare (in genere tenente, ed in alcuni casi maggiore) negli eserciti del Com-
mowealth, e anche per tale ragione, erano invise alle britanniche. Potevano infatti
frequentare il circolo e la mensa ufficiali, avevano anche stipendi più alti ed altri
privilegi come il poter danzare . Un siparietto interessante oppose Margaret Mac-
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donald, la Matron-in-Chief, Ispettrice Generale di tutte le infermiere canadese nella
Prima Guerra Mondiale, e la sua omologa inglese Maud Mc Carthy. Alle rimostran-
ze della Mc Carthy che chiedeva che le canadesi si uniformassero alle altre infer-
miere nel divieto di danzare, Macdonald in un primo momento fece finta di nulla,
poi scrisse di sua mano alla britannica una lettera che risulta essere un capolavoro di
Canadian politeness (fare capire all’altro con tatto ma con altrettanta fermezza, il suo
errore). La Macdonald in un primo tempo sembrava accondiscendere, asserendo
che “Noi [lei e Mc Carthy] riconosciamo l’importanza di regole uniformi per tutti
23 Gli ospedali canadesi in Francia erano sia emanazioni delle principali università in Canada e delle
loro scuole mediche (McGill, Queen’s, University of Toronto, etc.) che della Croce Rossa ed altre
organizzazioni come la Young Men’s Christian Association (YMCA), si veda Litalien, Dans la Tour-
mente, cit., pp. 35-37.
24 Morin-Pelletier, Briser, cit., pp. 129-130.
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