Page 298 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE:                                     298


          al gran pubblico, le condizioni ignobili in cui combattevano i soldati di Sua Maestà .
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          Molte corrispondenze furono infatti dedicate alle sofferenze del soldato inglese, ca-
          rente sia in cure igieniche che in cibo, a cui faceva da contraltare la vita agiata degli
          alti ufficiali che svernavano sui loro battelli.
             Tutto ciò spinse una giovane donna della buona borghesia inglese, Florence
          Nightingale, (Florence, perché nata a Firenze) a recarsi in Crimea alla testa di un
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          corpo di 38 infermiere volontarie, – 10 suore cattoliche  e le altre provenienti da
          diversi ospedali del Regno Unito – per organizzare il servizio sanitario (alla fine
          della guerra le infermiere erano diventate 125). Per la Nightingale venne coniato
          il soprannome di Lady with the Lamp (La Signora della Lampada) perché, malgrado
          l’immenso lavoro organizzativo, passava ogni sera a dare parole di conforto ai sol-
          dati feriti, con una lampada a rischiarare il suo volto .
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             Florence Nightingale è difatti passata alla storia come una delle figure chiave
          per la professionalizzazione del mestiere di infermiera. Prima della seconda metà
          del XIX secolo, le infermiere professioniste non esistevano: le infermiere erano o
          religiose o donne di bassa estrazione sociale, utilizzate spesso solo per pulire e cu-
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          cinare e nulla più . Sotto l’impulso della Nightingale, vennero create vere e proprie
          scuole di nursing. Questo portò nel 1881 in Gran Bretagna alla creazione dell’Army
          Nursing Service, che venne utilizzato per la prima volta nella seconda guerra boera
          del 1899-1902, con 80 infermiere. Le difficili condizioni in Sud-Africa metteranno a


          5  La Guerra di Crimea ebbe un impatto importante e duraturo sulla cultura letteraria e popolare
             anglosassone. Per l’impatto letterario ed artistico, si veda Stefanie Markovits, The Crimean War in the
             British imagination, Cambridge, Cambridge University Press, 2012. Per l’impatto sulla cultura popo-
             lare, si pensi a The Trooper, una delle più famose canzoni del gruppo di musica metal Iron Maiden,
             che narra del famoso episodio della “Charge of the Light Brigade,” di Lord Cardigan che caricò in
             maniera quasi suicida le forze russe nella battaglia di Balaclava il 25 ottobre 1854, e che è nato in
             Italia per un vecchio film, “La carica dei Seicento”.
          6  Fecero molto scalpore l’invio di suore cattoliche per via della loro fede in un momento in cui an-
             glicani e cattolici si guardavano ancora con sospetto. Membri della Chiesa anglicana accusarono le
             suore di fare proselitismo.
          7  John Murray Gibbon, Mary S. Matthewson, Three Centuries of  Canadian Nursing, Toronto, Macmillan,
             1947, pp. 106-110. La migliore biografia sulla Nightingale in lingua inglese è Mark Bostridge, Florence
             Nightingale, The Woman and her Legend, London, Viking, 2008.
          8  La stessa Nightingale si confrontò con questa dura realtà, Bostridge, Florence Nightingale, cit., pp.
             91-94. Il tipico stereotipo dell’infermiera d’epoca vittoriana di dubbia moralità e non dedita al suo
             lavoro è stata rappresentata dal famoso scrittore Charles Dickens sul suo romanzo Martin Chuzzlewit
             (1844) nel personaggio di Sarah Gamp. Dickens prese spunto da un’infermiera realmente esistita
             che gli fu descritta da un amico.







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