Page 300 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE:                                     300


          idoneità era un diploma di infermiera rilasciato da istituti riconosciuti (in genere
          ospedali od università nel Regno Unito), titolo ottenuto dopo almeno 3 anni di
          duro e selettivo apprendistato. Va detto però che la maggior parte delle infermiere
          britanniche furono volontarie reclutate tramite la Croce Rossa e l’Order of St John,
          a istituzione derivata dall’Ordine di Malta creata in Inghilterra nel 1888, e furono
          successivamente incorporate nelle VAD (Voluntary Aid Detachment) nel 1909 .
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          Provenivano spesso dalla buona od alta borghesia (ad immagine anche di una altra
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          organizzazione paramilitare femminile le FANY) , visto che il loro lavoro non era
          retribuito a differenza di quello delle loro omologhe professioniste. Le VAD non
          difettavano certo di entusiasmo e buona volontà, però non avevano l’addestramen-
          to delle infermiere professioniste e non erano abituate ad affrontare situazioni di
          guerra. Per questo, l’esercito non le volle vicino al fronte. Di fatto si creò anche una
          rivalità con le professioniste, che disprezzavano le VAD come infermiere amatoriali
          (le chiamavano dispregiativamente untrained women), la cui presenza di fatto sviliva le
          conquiste sociali delle infermiere di carriera, che si battevano da anni per vedere il
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          loro mestiere riconosciuto come un mestiere dignitoso per la donna.  A tale pro-
          posito, esemplare fu la grande e feroce opposizione a qualsiasi equiparazione tra
          infermiere professioniste e VAD da parte della Capo Ispettrice (Matron-in-Chief)
          delle infermiere canadesi Margaret Macdonald, che si batté con successo per non
          vedere le VAD utilizzate come infermiere negli ospedali militari, richiesta che le
          fu fatta più volte dal Colonello Herbert Bruce, capo del Canadian Army Medical
          Corps (CAMC) per ottenere manodopera a minor costo . Per questo le VAD furo-
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             York, Cambridge University Press, 2004, pp. 76-77.
          14   Per una storia dei primi anni del VAD e dei problemi organizzativi nel suo seno, si veda Summers,
             Angels and Citizens, cit., pp. 253-263. Va segnalato che pur se l’organizzazione era quasi interamente
             composta da donne, il VAD era capeggiato da soli uomini.
          15   Il FANY (First Aid Nursing Yeomanry) fu formato nel 1907 sotto la spinta di un ex-ufficiale di
             cavalleria inglese il capitano Edward Baker. Come lo stesso nome lo indica (Yeomanry era un ter-
             mine per designare delle unità anche della riserva militare britannica), Baker aveva concentualizzato
             le volontarie FANY come vere e proprie “amazzoni” a cavallo che potessero prestare soccorso in
             tempi rapidi ai feriti sul fronte. Nella realtà, furono utilizzate nella Grande Guerra come ambulan-
             ziere. Per una visione globale sulle FANY, si veda Janet Lee, War Girls, The First Aid Nursing Yeomanry
             in the First World War, Manchester, Manchester University Press, 2005. Ringrazio il Professor Piero
             Crociani per avermi segnalato le FANY.
          16   Mélanie Morin-Pelletier, Briser les ailes de l’ange: Les infirmières militaires canadiennes (1914-1918), Mon-
             tréal, Athéna éditions, 2006, pp. 130-133.
          17   Susan Mann,  Margaret Macdonald: imperial daughter,  Montreal,  Mc-Gill-Queen’s  University  Press,
             2005, pp. 88-90.







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