Page 444 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      444


             Come noto, nel dichiarare guerra alla Serbia, però, l’Austria violerà l’impegno di
          consultare preventivamente l’Italia, che si riterrà a quel punto svincolata dal patto e
          dichiarerà, il 3 agosto 1914, la propria neutralità.
             Il Primo Ministro Antonio Salandra, e il Ministro degli Esteri Sidney Sonnino, in-
          fatti, dopo mesi di trattative, firmeranno quell’accordo segreto con le promesse degli
          Alleati dell’Intesa all’Italia, nel caso di vittoria sull’Austria. Oltre a Trento e Trieste,
          terre “irredente”, e la frontiera nel Brennero, l’Italia avrebbe ottenuto l’Istria (Fiume
          esclusa), abitata anche da sloveni e croati; una parte della Dalmazia (dove gli italiani
          erano assoluta minoranza); alcune isole dell’Adriatico, Valona e Saseno in Albania e
          il bacino carbonifero di Adalia in Turchia, oltre alla conferma della sovranità su Libia
          e Dodecaneso.
             Il Capo di Stato Maggiore Luigi Cadorna, appresa la notizia del Patto di Londra,
          accettò gli ordini ma comunicò che l’esercito non sarebbe stato pronto prima di un
          mese.
             Ciononostante il morale era alto: il generale era convinto che nel giro di un mese il
          suo esercito avrebbe raggiunto Trieste; Salandra, quando venne interrogato da Fran-
          cesco Saverio Nitti nell’estate del 1915 sulle attrezzature invernali dell’Esercito, rispo-
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          se: “Credi che la guerra possa durare oltre l’inverno?” . Entrambi non sembravano
          aver preso in considerazione le diverse comunicazioni che già circolavano sulla nuo-
          va guerra. L’addetto militare a Berlino, Luigi Bongiovanni, aveva scritto ad esempio
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          diverse relazioni su quali fossero le condizioni di questo conflitto  e su come, dopo
          poche settimane di combattimenti, si fosse trasformato in una guerra di posizione
          logorante, immobile, con scavi di trincee e fronti difficili da spostare.
             La preparazione dell’esercito italiano prevedeva un piano sia di offesa che di con-
          tenimento lungo un arco che partiva dal Passo dello Stelvio (confine tra Lombardia
          e Alto Adige) sino alla zona orientale della pianura friulana per un totale di circa 600
          chilometri. Il fronte venne diviso in 5 settori: quello più occidentale aveva carattere
          prevalentemente difensivo mentre gli altri quattro, dal Cadore fino alla zona di Cervi-
          gnano del Friuli, erano offensivi.
             Dal canto suo, l’Austria-Ungheria aveva già capito cosa sarebbe successo da diver-


          3  Melograni P., Storia politica della Grande Guerra 1915-18, cit. in Holger aFFlerbach, Da alleato a nemico
             - Cause e conseguenze dell’entrata in guerra dell’Italia nel maggio 1915, in AA.VV, L’entrata in guerra dell’Italia
             nel 1915, Il Mulino, 2010.
          4  Anghelone F. e Ungari A. (a cura di ), Gli addetti militari italiani alla vigilia della grande guerra 1914 –
             1915, Rodorigo Editore, 2015.







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