Page 446 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 446
guerra mondiale, quasi esclusivamente sul fronte italiano. Non a caso, molti storici
faticano ancor oggi a comprendere la difficoltà dell’argomento e le sue mille implica-
zioni umane, prima ancora che belliche e politiche. Del resto, il Fronte Occidentale
che si snodava dalla Svizzera ai Paesi Bassi, fu teatro di tali e tanti massacri da oscurare
in qualche modo il settore Italo-Austriaco, peraltro già poco considerato dalle stesse
forze dell’Intesa durante tutto il conflitto.
Va ricordato, inoltre, che prima della Grande Guerra, i “dogmi” degli Stati Mag-
giori internazionali avevano escluso la possibilità di impiegare truppe alle quote ele-
vate che, sempre secondo i tecnici militari, in caso di conflitto sarebbero rimaste terra
di nessuno o, al massimo, sarebbero state attraversate da qualche sparuta pattuglia di
esploratori.
Negli anni precedenti il conflitto, qualche ufficiale delle truppe alpine, soprattutto
fra gli austriaci, ma anche fra gli italiani, tentò di dimostrare il contrario, cioè che an-
che le montagne più alte sarebbero potute diventare luogo di scontro: ricordiamo per
esempio le ardite scalate del futuro comandante del settore Ombretta nella Marmo-
lada, Arturo Andreoletti, e l’impresa del capitano Ludwig Scotti, che nell’inverno del
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1913 portò una compagnia di Kaiserjager in cima alla stessa montagna, suscitando
stupore e addirittura scandalo: ma gli stati maggiori non presero in considerazione
queste dimostrazioni e non si preoccuparono di dare alcun tipo di istruzione alpinisti-
ca alle proprie truppe; una delle tante scelte poco lungimiranti del tempo, se si pensa
che la frontiera fra Italia e Austria era costituita per la maggior parte da montagne.
Effettivamente, già pochi giorni dopo l’inizio del conflitto, i comandi si resero
conto dei propri errori: le zone che sarebbero dovute rimanere terra di nessuno fu-
rono invece sempre più spesso teatro di scontri fra pattuglie; poi si cominciarono ad
occupare i passi, le forcelle, le creste, le cime e il fronte si spostò rapidamente in mon-
tagna e la guerra assunse delle caratteristiche del tutto inaspettate: interi battaglioni
si trovarono a combattere in zone che fino ad allora erano state il regno esclusivo di
aquile e stambecchi.
Si pensò che, almeno d’inverno, queste scomode linee sarebbero state abbandonate,
per tornare poi ad occuparle in primavera: ma anche quest’illusione era destinata a cadere.
5 “Cacciatori imperiali” austriaci: si trattava di un reparto di fanteria leggera dell’esercito imperiale
austriaco, prima, ed austro ungarico poi, reclutati nei territori alpini dell’impero, in particolare
nella Contea del Tirolo, che comprendeva i territori dell’odierno Tirolo settentrionale e occiden-
tale austriaci, dell’Alto Adige, del Trentino (Südtirol o Tirolo meridionale) e di parte della provincia di
Belluno.
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