Page 451 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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V Sessione: WORKSHOP STUDENTI E GIOVANI RICERCATORI                        451


          ad affrontare situazioni del genere), la maggior parte dei combattenti appartenevano
          al corpo degli Alpini. Si trattava di giovani reclutati nelle zone di montagna, abituati
          a spostarsi su questi terreni, a sopportare le temperature rigide. Per oltre due anni
          rimasero in quota combattendo, trasportando materiali, armi, attrezzature, viveri e
          costruendo baraccamenti, appostamenti e sistemi trincerati che è possibile ritrovare
          ancora oggi.
             In alcuni casi addirittura gli acquartieramenti furono costruiti nel cuore dei ghiac-
          ciai, specie attorno al Passo Fedaia e al Passo San Pellegrino.






















                                   Civico Museo di Storia e Arte, Comune di Trieste.


             Più che in altri settori del fronte, in Carnia le difficoltà iniziali furono immediata-
          mente palesi per l’esercito italiano. La deposizione fatta dal deputato Michele Gor-
          tani nell’inchiesta di Caporetto permette di scoprire alcuni particolari sorprendenti e
          grotteschi: “mancava dunque, dicevo, tutto quello che occorre per la guerra in trincea […]. Alle
          bombe a mano in Carnia supplì per qualche tempo il generale Lequio con un impianto improvvisato
          […]: aveva acquistato un notevolissimo stock di coppelle mestolo per cucina, le faceva congiungere,
          praticava un foro nel centro di una di esse e vi applicava un cilindretto di latta […] per l’esplosivo.” 7
             Da subito, infatti, fu evidente come gli equipaggiamenti distribuiti agli Alpini
          fossero assolutamente inadatti alla vita in quota. Nonostante il clima estremo, nella
          maggior parte dei baraccamenti la sola fonte di riscaldamento erano i piccoli for-
          nelletti per le vivande. I vestiti di lana erano pochi e molti dovettero costruirsi degli
          occhiali da sole (utilizzando dell’alluminio) per prevenire i danni dei raggi solari.

          7  Novella Cantarutti, Il Memoriale Gortani: le responsabilità del Comando Supremo e la rotta di Caporetto, in
             AA.VV., Guida ai luoghi delle battaglie della ritirata di Caporetto, vol. 2, 2011.







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