Page 456 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 456
La vicenda delle portatrici carniche non è, forse, tra le più note al grande pubblico
e nonostante queste donne coraggiose non abbiano ricevuto il giusto riconoscimento
sin dall’immediato dopoguerra, la loro storia non è rimasta completamente miscono-
sciuta. Nel gennaio del 1969, il senatore friulano Giulio Maier, di Paluzza, presentò al
Senato della Repubblica un disegno di legge - divenuto poi legge nel 1973 - affinché
venissero estesi anche alle portatrici i benefici previsti per i combattenti della guerra
del 1914-18, ovvero la concessione del Cavalierato di Vittorio Veneto, della medaglia
ricordo in oro e dell’assegno annuo vitalizio.
Ma un segno di riconoscimento per queste donne si era avuto a livello locale già
prima, nel 1956, quando venne intitolata a Maria Plozner Mentil la caserma degli
Alpini di Paluzza, unica in Italia a portare il nome di una donna.
Nel 1975, Sabaudia, località in provincia di Latina dove erano emigrati, in epoca
fascista, numerosi friulani e carnici rimasti sempre fedeli alle tradizioni alpine della
loro gente, le eresse un monumento tratto da un masso proveniente dal luogo dove
fu colpita a morte, e nel 1992, a Timau, venne dedicato a lei e alle altre portatrici un
analogo monumento in bronzo.
Ancora, nel 1997, grazie all’impegno e all’iniziativa dei membri dell’Associa-
zione “Amici delle Alpi Carniche” di Timau, l’allora Presidente della Repubblica,
Oscar Luigi Scalfaro, si recò nel paesino carnico per una cerimonia celebrativa delle
portatrici, nel corso della quale mise di persona al petto della figlia di Maria Plozner
Mentil, Dorina, la medaglia d’oro al valor militare conferita in memoria alla madre.
“Associazione Amici delle Alpi Carniche”
Museo Storico “La zona Carnia nella Grande Guerra “ di Timau.
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