Page 453 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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V Sessione: WORKSHOP STUDENTI E GIOVANI RICERCATORI 453
Non vennero sottoposte alla disciplina militare, ma si imposero autonomamente
un codice di comportamento ispirato alla fedele e scrupolosa osservanza del gravo-
so impegno assunto. Andarono a formare uno speciale reparto del settore logistico
del XII Corpo d’Armata e dipendevano dai Comandi Tappa. Vennero munite di un
libretto personale di lavoro, sul quale venivano registrati dai militari addetti ai vari
magazzini tutti i viaggi compiuti e i materiali trasportati e che dava diritto al soldo, alla
razione viveri e ai generi di conforto spettanti ai combattenti di prima linea.
Ognuna di queste ausiliarie venne inoltre dotata di un bracciale rosso con stam-
pigliato il numero del reparto per il quale lavorava. Tutti i giorni all’alba, anche se in
caso di emergenza potevano essere chiamate a qualsiasi ora del giorno e della notte, le
portatrici dovevano presentarsi ai magazzini e depositi disposti a fondo valle, su una
estensione di circa sei chilometri; le gerle venivano riempite di munizioni, provviste e
altri materiali, per un peso che poteva raggiungere i 30-40 chili. Queste donne veniva-
no ricompensate con una lira al giorno; 2 lire per coloro che vennero impiegate anche
nella costruzione di strade e sentieri.
“Itinerari della Grande Guerra – Un viaggio nella storia”
Caricata la gerla in spalla, partivano a gruppi di 15-20, senza apposite guide, e
percorso qualche chilometro in fondo valle, cominciavano la scalata della montagna
dirigendosi ogni gruppo, a raggiera, verso la linea del fronte. Le strade battute erano
poco note, ma conosciute alle donne perché erano quelle sfruttate per andare a sfal-
ciare l’erba sul versante montuoso. Si trattava di marce massacranti, della durata di
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