Page 171 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
P. 171

III Sessione - L’ordine pubblico nel primo dopoguerra                 169




              a quella contemporanea e riguarda l’attività della Guardia di Finanza in Egeo e
              Anatolia. Allo scoppio del conflitto mondiale, la Regia Guardia di Finanza presi-
              diava l’Egeo, dove era giunta tre anni prima, con la compagnia di Rodi, comandata
              dal capitano Guglielmo de Knobelsdorff e articolata sulla Tenenza alla sede (te-
              nente Tomaselli) con otto brigate, sulla Tenenza di Villanova (tenente Malta) con
              sette brigate, sulla Tenenza di Malona (sottotenente Giannelli) con sei brigate,
              sulla Tenenza di Cos (tenente La Ferla) con sette brigate. Inizialmente il reparto
              assommava complessivamente a circa 200 uomini. Poi, esso crebbe trasforman-
              dosi nel Circolo mobilitato di Rodi-Egeo, al comando del maggiore Leone, con
              2 compagnie, 7 tenenze, 36 brigate e 27 altri reparti minori. Era disponibile anche
              una flottiglia di 12 motovelieri, armati con equipaggi locali e picchetti di finanzieri,
              cui si aggiunse successivamente anche una goletta a motore, al comando del ma-
              resciallo ordinario mare Francesco Salvini, con cannone da 47mm ed equipaggio
              interamente composto da finanzieri. Gli effettivi complessivi salirono quindi a
              381 nel 1916 e 514 nel 1917, anni nei quali furono istituite la Tenenza di Lero,
              nove brigate e cinque distaccamenti. Alla fine della guerra, la forza complessiva
              ammontava a 531 uomini (compresi 9 ufficiali) e risultavano costituite due ulte-
              riori tenenze a Scarpanto e Nisiro. I distaccamenti terrestri e la forza navale riu-
              scirono a esercitare, per tutta la durata del conflitto, un efficace controllo della
              navigazione costiera tra le isole e a neutralizzare una rete di agenti che operavano
              a Kalymnos in appoggio ai sommergibili austro-tedeschi che infestavano quelle
              acque. Con la fine del conflitto nella primavera 1919, intervenne un importante
              sviluppo poiché venne costituito il Corpo di spedizione italiano in Anatolia, de-
              stinato a occupare un’area della Turchia delimitata, lungo la fascia costiera, dai
              porti di Adalia e Scalanova e, all’interno, dal fiume Meandro e dalle montagne di
              Conia. Del Corpo di spedizione facevano parte anche 5 sottufficiali e 20 finan-
              zieri, designati nel febbraio 1919 per il servizio di polizia economica e doganale
              alle dirette dipendenze dell’alto commissario italiano di Costantinopoli. L’attività
              delle Fiamme Gialle si concentrò particolarmente sulla sorveglianza dei traffici
              di cabotaggio locale che trasportavano generi alimentari e altri materiali destinati
              alla popolazione civile e alla ripresa delle attività economiche, onde reprimere il
              traffico marittimo di materiali d’armamento e di merci di contrabbando. Il 24 lu-
              glio 1919 il contingente italiano mutò denominazione e forma, divenendo Corpo
              di spedizione italiano nel Mediterraneo Orientale, mediante unificazione con
              quello del Dodecaneso. Come è noto, gli avvenimenti in Anatolia presero però
              tutt’altra piega, culminando nella controffensiva turca che eliminò la presenza
              militare greca dal suolo della Turchia asiatica. Il Corpo di spedizione venne co-
   166   167   168   169   170   171   172   173   174   175   176