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166 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
Obrovazzo; la compagnia di Sebenico da cui dipendevano le tenenze di
Drnis e Knin; la compagnia di Curzola da cui dipendevano la Tenenza di
Cittavecchia e le sezioni di Lissa e Meleda; un reparto navale a Porto Chiave,
nell’isola di Lesina, che controllava con motoscafi armati il Canale di Sab-
bioncello. I finanzieri furono particolarmente impegnati nell’attività di ri-
cerca informativa e di controinformazione, nel disarmo della guardia
nazionale locale e nei servizi di polizia economica, oltreché nella distribu-
zione di generi alimentari ai civili e nella repressione dei traffici di valuta.
Il Circolo venne poi nuovamente contratto a livello di compagnia allorché
il trattato di pace assegnò buona parte dei territori dalmati reclamati dal-
l’Italia al Regno di Jugoslavia.
Nel luglio 1919, i battaglioni ancora esistenti vennero formalmente sciolti e i
reparti assunsero progressivamente – anche sotto il profilo giuridico – l’ordina-
mento territoriale di pace.
In aggiunta a quanto sopra descritto, occorre ricordare che esistevano altresì
alcuni reparti minori che non vanno tralasciati:
- il distaccamento di vigilanza al porto di Valona;
- la compagnia autonoma dell’Albania meridionale;
- il reparto aggregato al Corpo di spedizione in Anatolia per la vigilanza al
porto di Adalia;
- i presidi delle colonie africane;
- la compagnia di Rodi-Egeo.
In definitiva si può quindi affermare che, negli ultimi mesi del 1919, la Regia
Guardia di Finanza, aveva visto confermato e accresciuto, quale elemento della
sicurezza statale, il proprio ruolo di polizia confinaria, anche mediante la creazione
di una sua autonoma specialità alpinistica e il potenziamento del suo naviglio de-
stinato alla vigilanza costiera; questo nonostante il Corpo presentasse in quel mo-
mento una notevole insufficienza della forza effettiva, superando tale ostacolo
solo attraverso l’abnegazione e lo spirito di sacrificio dei suoi componenti.
Mi siano consentiti ora alcuni approfondimenti su particolari tematiche a co-
rollario di quanto sin qui esposto.
Il primo di essi riguarda la figura del colonnello Sante Laria che fu incaricato,
come abbiamo visto, di organizzare il servizio di istituto nella Venezia Giulia.
Egli era una delle figure carismatiche della Guardia di Finanza di quel tempo. Era
stato allievo nel 1896 del primo corso della Scuola Ufficiali di Caserta, aveva poi
collaborato alla riforma culminata nella legge del 1906 con la quale il Corpo era
stato inserito nelle Forze Armate del Regno, ne aveva seguito attentamente l’at-

