Page 215 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
P. 215

IV Sessione - L’Italia a Versailles. Aspetti di politica internazionale  213




              I. La luce (gennaio-aprile 1919)

                 Quando il 18 gennaio 1919, la Conferenza di pace iniziò al Ministero degli
              Affari Esteri a Parigi (con 70 plenipotenziari di 21 Paesi), il ricordo del viaggio
              trionfale del re Vittorio Emanuele III in Francia, avvenuto dal 19 al 23 dicembre
              1918, era ancora vivo in tutte le menti, e aveva consacrato un’amicizia ritrovata e
              celebrata nel popolo e nella stampa nazionale (Le Petit Journal, L’Homme Libre, Le
              Miroir, L’Illustration, anche L’Action française, tradizionalmente xenofoba e italo-
                   8
              foba). La Francia e l’Italia si identificavano con il mondo libero, umanista, de-
              mocratico. Ad esempio, L’Homme libre, il giornale di Clemenceau, fece prova di
              lirismo nel 19 gennaio 1919:

                    Parigi scelta per accogliere la Conferenza è il simbolo della resistenza, della civiltà
                    all’assalto dei barbari. […] La Francia, albergo delle nazioni, vede i rappresentanti
                    del mondo intero sedersi alla sua tavola […] per riparare le cicatrici della guerra,
                    per dotare l’universo di una pace di giustizia, di diritto, e di progresso, concepita
                    nella tradizione propria della sua Rivoluzione. 9

                 Da parte sua, il presidente del Consiglio italiano, Vittorio Emanuele Orlando,
              alla seduta plenaria della Conferenza di pace, il 26 gennaio 1919, celebrò la Francia
              come il Paese dei Diritti dell’Uomo: «È oggi un grande momento, una grande
              data storica perché è soltanto da oggi che nasce e si inizia il diritto dei popoli ed
              è giusto che tale nascita avvenga in questa Francia generosa e gloriosa che ha pro-
              clamato e imposto col suo genio e col suo sangue i Diritti dell’Uomo». E, il 2
                                                                                10
              febbraio, il già presidente del Consiglio, il conservatore Antonio Salandra, nel
              giornale Il Popolo d’Italia, parlò della Francia e dell’Italia «come di due sentinelle
              avanzate della civiltà verso la barbarie, le quali sarebbero inesorabilmente schiac-
                                                    11
              ciate se non fossero strettamente unite», e dichiarò al giornale Il Corriere della
              Sera: «La barbarie può far ritorno dal settentrione e dall’oriente. […] Ora occorre
              mostrarsi degni della vittoria che fu decisiva nel conflitto mondiale. […] Gli Ita-



              8  Victor-Emmanuel III, in «L’Homme Libre», 19 dicembre 1918, p. 1; BAINVILLE, J., Victor-
                 Emmanuel III, in «L’Action française», 19 dicembre 1918, p. 1; Il saluto della Francia al Re d’Italia
                 che giunge oggi a Parigi, servizio speciale della Stampa, in «La Stampa», 19 dicembre 1918, p. 1.
              9  Aube de Paix, in «L’Homme Libre», 19 gennaio 1919, p. 1.
              10  I lavori della Conferenza della Pace. Il discorso dell’on. Orlando, Parigi, 25 gennaio, in «Il Corriere della
                 Sera», 26 gennaio 1919, p. 1.
              11  Identità di interessi tra Italia e Francia, Roma, 3 notte, in «Il Popolo d’Italia», 4 febbraio 1919, p. 4.
   210   211   212   213   214   215   216   217   218   219   220