Page 216 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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214 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
liani devono mostrarsi degni del posto che occupano e soprattutto devono dar
prova di disciplina nazionale e umana». 12
Inoltre, la Francia e l’Italia avevano vinto un nemico secolare germanico to-
talmente escluso dalla Conferenza, la Germania per la prima e l’Austria per la se-
conda. E, nel mondo intero, i due eserciti erano presenti l’uno accanto all’altro,
in Belgio, in Germania, in Europa centrale (Cecoslovacchia) e nei Balcani (a
Fiume, dove la Francia aveva allestito una base militare), in Russia, nel Medio
Oriente, in Estremo Oriente. Il passato glorioso risorse dalla cenere e la voglia di
cancellare l’umiliazione della sconfitta avvicinava i due popoli. In Francia, i na-
zionalisti rievocavano le frontiere naturali del Paese (il Reno, i Pirenei e le Alpi).
La stampa ricordava la Francia dei 130 dipartimenti con l’annessione di un terzo
della Saar sotto il Primo Impero. La data del 18 gennaio 1919 cancellava anche
l’umiliazione della proclamazione del II Reich nella galleria degli specchi del ca-
stello di Versailles del 18 gennaio 1871 e sbiadiva il ricordo doloroso del trattato
di Francoforte del 10 maggio 1871, che aveva consacrato la vittoria della Ger-
mania e la perdita dell’Alsazia-Lorena. In Italia, la memoria della Roma antica e
quella della Repubblica di Venezia, con i suoi possessi sul litorale adriatico (come
in Dalmazia), erano ancora vivi. L’annessione delle terre irredente di Trento e di
Trieste rimaneva lo scopo fondamentale della guerra e la voglia di vendicare le
sconfitte della guerra del 1866 (Custoza e Lissa) animava i dirigenti politici e mi-
litari. Inoltre, funzionò una solidarietà socialista rivoluzionaria tra i due Paesi per
esigere il ritiro delle forze armate dalla Russia, per difendere la rivoluzione tedesca
(spartachista) e sognare una rivoluzione sociale. Il contenuto dei due giornali so-
cialisti, L’Humanité e Avanti! condannava in effetti la pace borghese che stava per
nascere e chiamava alla rivoluzione sociale nelle città e nelle campagne (l’Italia
conosceva all’epoca occupazioni abusive delle terre). 13
Inoltre, le due sorelle latine vivevano una profonda crisi interna, fattore di spe-
ranza di un mondo migliore. Le cicatrici della guerra erano incalcolabili dal punto
di vista umano, materiale e morale. Nei due Paesi, le smobilitazioni erano troppo
lente. La paura dell’isolamento rispetto agli anglosassoni era anche la stessa in
Francia (come scrisse il generale Henri Mordacq) e in Italia, dove l’11 gennaio
1919 Il Corriere della Sera titolò: «Siamo isolati?» in prima pagina. Le due delega-
12 I vincoli fra Francia e Italia. Un discorso di Salandra a Parigi, Parigi, 2 febbraio 1919, in «Il Corriere
della Sera», 3 febbraio 1919, p. 1.
13 Il proletariato francese contro l’intervento in Russia, in «Avanti!», 17 gennaio 1919, p. 1.

