Page 221 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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IV Sessione - L’Italia a Versailles. Aspetti di politica internazionale  219




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              esaltò il colle di Bligny come una «montagna di tenebre». A Bligny, in effetti, il
              15-17 luglio 1918 migliaia di italiani furono uccisi dai tedeschi, subendo un vio-
              lento assalto nemico senza cedere fino all’arrivo dei rinforzi francesi. 33
                 Tuttavia, questi discorsi e manifestazioni di amicizia e di fratellanza non po-
              tevano nascondere dissensi e divisioni che fecero la loro apparizione nell’aprile
              1919 dando vita a una sorta di chiaroscuro.


              II. Il chiaroscuro (23 aprile-28 giugno 1919)

                 Le ragioni di uno scontro erano in effetti notevoli. I due Paesi non avevano la
              stessa situazione interna. Vittorio Emanuele Orlando affrontava una crisi socio-
              economico-morale senza precedenti tra il massimalismo socialista rivoluzionario
              e l’estrema destra nazionalista, dannunziana e fascista, in nome della vittoria mu-
              tilata. La situazione in Francia era più stabile.
                 Inoltre il fronte proletario internazionale tra le due potenze latine si divise. Il
              Partito Socialista Italiano, massimalista in maggioranza, stava per accettare le con-
              dizioni di adesione alla Terza Internazionale Comunista, fissate da Lenin e, in
              conseguenza, ruppe con i socialisti francesi che, nella SFIO (Sezione Francese
              dell’Internazionale Operaia), rimanevano in maggioranza fedeli alla Seconda In-
              ternazionale riformista. Il giornale socialista italiano Avanti! li accusò di essere
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              “sciovinisti” il 6 marzo 1919. Da allora in avanti, la rottura fu completa.
                 Ma una differenza fondamentale, soprattutto, opponeva la Francia all’Italia.
              Parigi era ossessionata dalla Germania e dallo spazio renano. Georges Clemen-
              ceau era, secondo il generale Henri Mordacq, «ipnotizzato, come tutti quelli che
              avevano vissuto la sconfitta del 1870, dalla questione che pareva primordiale per
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              la Francia, la questione del Reno». L’Italia, da parte sua, era affascinata dal-


              32  CASELLI LAPESCHI, A., MILITELLO, G., (a cura di), 1918. Gli Italiani sul fronte occidentale.
                 Quaderni della società storica per la guerra bianca, 9-10, Buccinasco 2007 e Gaspari, Udine
                                                                     a
                 2007, p. 46-47; UNGARETTI, G., Vita di un uomo. Tutte le poesie. 3 ed. Mondadori, Milano
                 1970, p. 83-87, 341, 349 e 579.
              33  MINISTERO DELLA DIFESA, L’esercito italiano nella Grande Guerra (1915-1918). Vol. VII:
                 Le operazioni fuori del territorio nazionale. T. II: Soldati in terra di Francia, (narrazione). Istituto Poli-
                 grafico dello Stato, Roma 1951. ROCHAT, G., Les Italiens dans la deuxième Marne, in COCHET,
                 F. (a cura di) Les batailles de la Marne. De l’Ourcq à Verdun. 14-18 Editions, Saint-Cloud 2004, p.
                 223-236.
              34  La Francia ed il problema socialista d’Italia, in «Avanti!», 6 marzo 1919, p. 2.
              35  MORDACQ, H., Le ministère Clemenceau op. cit., III, p. 191.
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