Page 226 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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224          Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




              L’Idea nazionale, Il Popolo d’Italia misero l’evento in prima pagina con titoli enormi
              per glorificare la Pace. Fu però il canto del cigno!


              III. L’ombra (28 giugno-ottobre 1919)
                 In realtà, un’ombra cadde sulle relazioni franco-italiane. Il governo di France-
              sco Saverio Nitti, formato il 23 giugno 1919, e il nuovo ministro degli Affari
              Esteri Tommaso Tittoni (i francesi rimpiangevano sinceramente Sidney Sonnino
              con cui avevano l’abitudine di trattare fin da 1914) furono presentati, in una nota
              del Quai d’Orsay del 26 giugno 1919, come germanofili e gallofobi. 49
                 Da parte loro, gli italiani provarono velocemente sentimenti gallofobi quando
              Clemenceau scelse la Jugoslavia alla fine di aprile (l’abbiamo visto) e ancora di
              più quando accettò l’ingresso dei greci a Smirne il 15 maggio, mentre la città fa-
              ceva parte della zona d’influenza italiana conformemente agli accordi di Saint-
              Jean-de-Maurienne firmati il 26 aprile 1917 da Roma, Parigi e Londra. Non fu
              un caso se il ricordo di ciò che fu presentato come il tradimento di Napoleone
              III nel 1859 a Villafranca e l’evocazione del protettorato francese sulla Tunisia
              nel 1881 (che provocò la rottura tra Parigi e Roma nel 1882 quando l’Italia entrò
              nella Triplice accanto alla Germania e l’Austria-Ungheria) fossero allora riproposti
              sulla stampa. Difatti, gli italiani consideravano i francesi italofobi, serbofili e al-
              banofili a danno dei loro interessi. Alcuni nazionalisti rivendicarono Gibuti e la
              Somalia francese, riaprirono il caso degli italiani in Tunisia (nonostante l’accordo
              con la Francia del 1896 che garantiva i loro diritti). La presenza militare nelle zone
              contestate divenne anche un fattore di tensione supplementare perché i militari
              furono obbligati a uscire dalla loro neutralità per applicare decisioni politiche e
              diplomatiche un po’ dappertutto, e in particolare a Fiume, cosa che cristallizzò
              l’odio verso i francesi. Alla fine di giugno 1919, alcuni di questi ultimi se la presero
              con gli abitanti di origine italiana. Due ufficiali francesi strapparono coccarde tri-
              colori dal vestito di due signore italiane, cosa che provocò una viva emozione
              nella Penisola. Soldati ubriachi percorsero le strade della città urlando grida ostili
              all’Italia il 29 giugno; un militare francese fu accusato di aver calpestato la bandiera
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              nazionale italiana il 3 luglio. Più grave, il 6 luglio, marinai e fucilieri di Marina
              italiani uccisero nove militari francesi, e ne ferirono undici altri, mentre non eb-



              49  NARDELLI-MALGRAND, A. S., La rivalité op. cit., p. 80.
              50  Ivi, p. 42, n. 62.
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