Page 225 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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IV Sessione - L’Italia a Versailles. Aspetti di politica internazionale  223




              sogno della Francia contro Woodrow Wilson e David Lloyd George. Così Sidney
              Sonnino, il 25 aprile 1919, rassicurò l’ambasciatore francese a Roma, Camille Bar-
              rère, a proposito dell’amicizia italiana contro l’intrusione americana negli affari
              europei e mediterranei, e il generale Armando Diaz fece lo stesso con l’addetto
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              militare francese a Roma. Gli italiani avevano soprattutto paura di vedere siste-
              mare la pace senza di loro, mentre le delegazioni tedesca e austriaca stavano per
              arrivare a Parigi e a Versailles. Videro il 6 maggio gli Alleati dividere tra loro le
              colonie tedesche senza dare nulla all’Italia assente. Così decisero di tornare a Parigi
              ed ebbero la sorpresa e il piacere di vedere Clemenceau sostenere le loro riven-
              dicazioni a proposito dell’Albania contro Wilson il 10 maggio.
                 Inoltre, nonostante le dichiarazioni ostili e i malintesi tra i due eserciti in Ce-
              coslovacchia, in Mar Nero (a Odessa, in Crimea), in Transcaucasia (dove gli inglesi
              preferivano gli italiani piuttosto che i francesi), in Europa dell’Est e nei Balcani,
              l’amicizia franco-italiana conobbe una nuova vitalità e fu ancora presentata in
              Francia come il pilastro del nuovo ordine europeo fondato sulla pace e la civiltà
              latina. A Parigi, il 23 maggio 1919, la Camera dei Deputati, il Senato e il governo
              di Clemenceau resero omaggio all’entrata in guerra dell’Italia nel 1915. Duecento
              deputati votarono all’unanimità – in piedi e per acclamazione – l’ordine del giorno
              che esaltava «la fratellanza assoluta dei due popoli e la loro volontà di rimanere
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              indissolubilmente uniti in una pace giusta e duratura». Da parte loro, Orlando
              e Sonnino accettarono il piano Tardieu con alcune piccole modifiche. Il mare-
              sciallo Foch sollecitò anche l’aiuto militare italiano il 20 giugno per realizzare il
              suo piano di invasione della Germania. Mentre prevedeva di attaccare dal Reno,
              chiese a Roma di spedire truppe al Sud, in direzione di Monaco di Baviera, per
              obbligare i tedeschi a firmare il trattato di Versailles. Certo il gabinetto Orlando
              fu rovesciato il 19 giugno (questo annullò il piano Tardieu) e il generale Ugo Ca-
              vallero limitò al minimo l’aiuto militare italiano al piano Foch «per condizioni in-
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              terne, agitazioni, situazione al confine orientale, e Albania», però la firma del
              trattato di Versailles il 28 giugno 1919 consacrò la comunione reale tra gli Alleati
              in generale e tra la Francia e l’Italia in particolare. Il Corriere della Sera, l’Avanti!,


              46  Ivi.
              47  L’omaggio della Francia all’Italia per il suo anniversario di guerra, Parigi, 23 maggio 1919, in «Il Corriere
                 della Sera», 24 maggio 1919, p. 1; Le manifestazioni francesi per l’Italia, in «Il Corriere della Sera»,
                 25 maggio 1919, p. 1.
              48  SONNINO, S., Diario op. cit., p. 341-343.
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