Page 230 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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              amicizia. Di fatto, i decreti della ratifica del trattato di Versailles e del trattato di
              Saint-Germain, firmati il 6 ottobre dal re non meritarono grossi titoli nella stampa.
              Il Corriere della Sera pubblicò alcune righe a piè di pagina, anche se il quotidiano
              conservatore evocò la «viva soddisfazione francese per la ratifica italiana» e «la
              sincera amicizia francese» rispetto all’Italia per sistemare la questione di Fiume. 65
              In compenso, in Francia, la ratifica del trattato di Versailles fu votata alla Camera
              il 2 ottobre e al Senato l’11 ottobre e fu oggetto di grossi titoli in prima pagina in
              nome della pace ritrovata.


                 In definitiva, le trattative del trattato di Versailles diedero l’occasione ai francesi
              e agli italiani di confermare i loro pregiudizi e la loro incapacità di fidarsi. Le po-
              litiche scelte confermarono la loro incompatibilità. Tuttavia, nulla era ancora stato
              perso nella primavera del 1919. La riconciliazione sembrava sincera, con un
              mutuo rispetto, obiettivi comuni e un vero sentimento di fratellanza. Questa oc-
              casione di costruire la pace insieme fu così perduta, a causa delle “forze profonde”
              (come pensava il grande storico francese Pierre Renouvin) e di una schizofrenia
              tra luce e ombra, amicizia e inimicizia, rancore mutuo e illusioni di fratellanza,
              sogni di potenza in concorrenza. La complessità dei rapporti franco-italiani tra
              le due guerre mondiali fu la conseguenza di questo momento perduto in cui le
              due sorelle latine avrebbero potuto aiutarsi invece di avversarsi. Così la Francia e
              l’Italia, ambedue vittoriose e provate, non seppero parlare con una sola voce per
              ricostruire un’Europa in pieno mutamento. L’ambasciatore francese a Roma, Ca-
              mille Barrère, l’uomo che durante un quarto di secolo aveva operato per avvici-
              nare le due sorelle latine, notò il 15 maggio 1919 con profonda delusione: «Si è
              riusciti ad avvelenare le nostre relazioni con l’Italia per mezzo secolo». Non sba-
                                                                             66
              gliava.












              64  BERRI, G., A Fiume. La soppressione della base francese, Fiume, 3 ottobre, in «Il Corriere della Sera»,
                 5 ottobre 1919, p. 1.
              65  La ratifica italiana dei trattati di pace, in «Il Corriere della Sera», 8 ottobre 1919, p. 1. «Il Corriere
                 della Sera», 9 ottobre 1919, p. 1.
              66  DUROSELLE, J. B., Clemenceau op. cit., p. 790.
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