Page 233 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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IV Sessione - L’Italia a Versailles. Aspetti di politica internazionale  231




              Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti, previde che la «vecchia Europa» gra-
              vata dal «peso delle pastoie clericali dei suoi preti e dei suoi re» avrebbe dovuto
              «appoggiarsi sulle […] spalle» del «colosso» americano. Altri padri fondatori, da
              George Washington a James Madison e ad Alexander Hamilton, prefigurarono
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              un destino “imperiale” per la giovane Repubblica. In realtà gli americani teme-
              vano di lanciarsi nelle relazioni internazionali quando erano ancora in una posi-
              zione di debolezza che li avrebbe costretti a compromessi con i loro princìpi. Il
              4 luglio 1823, il segretario di Stato John Quincy Adams, estensore del messaggio
              di Monroe e suo successore come presidente nel 1825, chiarì in un discorso: «Essa
              [l’America] potrebbe diventare il dittatore del mondo. Non sarebbe più padrona
              della sua anima». 9
                 Più in generale il terzo pilastro della dottrina Monroe rifiutava, infatti, la «ra-
              gion di Stato» e la tradizione europea e indicava nella repubblica la forma istitu-
              zionale più adatta al continente americano. Giustamente, commentando tale
              dottrina, il principe di Metternich osservò che gli Stati Uniti «hanno dichiarato
              […] che è loro intenzione non solo di contrapporre potenza a potenza, ma, per
              parlare con maggiore esattezza, altare ad altare». 10
                 Con il suo cosiddetto corollario alla dottrina Monroe, nel 1904 il presidente
              Theodore Roosevelt rivendicò agli Stati Uniti «un potere di polizia internazionale»
              nei confronti degli Stati americani incapaci di mantenere l’ordine interno e di
              «agire con ragionevole efficienza e correttezza nelle questioni politiche e sociali». 11
                 Con la convinzione di poter portare ordine, prosperità e pace all’Europa e al



              8  Cfr. FERGUSON, N., Colossus. Ascesa e declino dell’impero americano. Mondadori, Milano 2004,
                 p. 1 e 38 e KAGAN, R. A., Dangerous Nation op. cit., p. 4. Il ministro spagnolo a Parigi osservò
                 nel 1794: «Questa repubblica federale è nata da pigmeo, ma verrà un giorno che sarà un gi-
                 gante, perfino un colosso».
              9  Cit. in KENNAN, G. F., On American Principles, in «Foreign Affairs», March/April 1995, p.
                 118. Egli era il figlio di John Adams, secondo presidente; un precedente del caso dei due Ge-
                 orge Bush.
              10  PERKINS, D., Storia della dottrina di Monroe. Il Mulino, Bologna 1960, p. 30; sul tema cfr.
                 KAGAN, R.A., Dangerous Nation op. cit., cap. 6.
              11  Storia delle Relazioni Internazionali: testi e documenti 1815-2003 op. cit., n. 130. Un concetto esteso,
                 negli anni ’90 del secolo XX, almeno in teoria, a tutto il mondo, con la rivendicazione agli
                 Stati Uniti del ruolo di “poliziotto globale”, o di “sceriffo planetario”: HAASS, R., The Reluctant
                 Sheriff: The United States After the Cold War. Council on Foreign Relations, Washington 1997;
                 HUNTINGTON, S. P., The Lonely Superpower, in «Foreign Affairs», March/April 1999, p. 35-
                 49.
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