Page 237 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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IV Sessione - L’Italia a Versailles. Aspetti di politica internazionale  235




              riferendo l’osservazione del segretario di Stato Robert Lansing all’ambasciatore
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              di un Paese neutrale: «La guerra degli alleati non è la nostra». «Ciò significava
              che la presenza e la solidarietà militare degli USA non avrebbero certo significato
              un loro appoggio diplomatico alle mire territoriali dell’alleanza». 24
                 L’ambasciatore Macchi, che fin dal giugno 1916 aveva ammonito che Wilson
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              si atteggiava a «mentore dell’Europa e del mondo», non nascose il pericolo che
              l’aiuto americano avrebbe potuto costituire per l’Europa. Il 19 aprile 1917 scri-
              veva: «Il contributo dell’America, fatalmente utile alla causa degli Alleati, è una
              ipoteca usuraia sulle condizioni della pace; una usura che il proclamato, ma non
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              vero disinteresse giova soltanto a dissimulare». Vi erano dunque le premesse
              dello scontro italo-americano a Parigi: già alla fine del 1916 il World, organo per-
              sonale di Wilson, aveva definito «immorali» le aspirazioni italiane, tacciandole di
              «imperialismo barbarico». 27
                 Il discorso del 5 gennaio 1918 del primo ministro David Lloyd George, che
              espose gli scopi di guerra britannici in maniera apparentemente idealistica e mo-
              derata, e i 14 punti del presidente Wilson, enunciati tre giorni dopo, «misero in
              seria discussione i fondamenti politici dell’intervento italiano nella guerra. Per
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              questo la reazione di Roma fu alquanto aspra». L’ambasciatore Macchi di Cellere
              ottenne da Lansing e Wilson precisazioni sulla tutela degli interessi italiani che a


              23  Macchi di Cellere a Sonnino, marzo 1917 (pervenuto il 24), DDI op. cit.. Quinta serie, vol. VII:
                 1° gennaio-15 maggio 1917. Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, Roma, 1978, doc. n. 562.
                 La stessa frase, datandola però al 23 maggio, è riportata anche in JUSTUS, V., Macchi op. cit.,
                 p. 60.

              24  RICCARDI, L., Alleati non amici. Le relazioni politiche tra l’Italia e l’Intesa durante la prima guerra
                 mondiale. Morcelliana, Brescia 1992, p. 491.
              25  Macchi di Cellere a Sonnino, 4 giugno 1916, DDI op. cit.. Quinta serie, vol. V: 24 ottobre 1915-
                 17 giugno 1916. Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, Roma 1978, doc. n. 903.
              26  JUSTUS, V., Macchi op. cit., p. 59.
              27  Ivi, p. 64.
              28  RICCARDI, L., Alleati op. cit., p. 603. Sulle preoccupazioni della Consulta cfr. Sonnino a Macchi
                 di Cellere, 10 gennaio 1918, Macchi di Cellere a Sonnino, 10, 15, 17, 21 gennaio 1918, Sonnino a
                 Macchi di Cellere e altri, 23 gennaio 1918, DDI op. cit.. Quinta serie, vol. X: 1° gennaio -31 mag-
                 gio 1918. Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, Roma 1985, doc. n. 69, 71, 87, 92, 129; nonché
                 SONNINO, S., Diario 1916-1922. Vol. III, in PASTORELLI, P. (a cura di). Laterza, Bari 1972,
                 p. 250-52, diario del 9 e 10 gennaio.
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