Page 235 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
P. 235

IV Sessione - L’Italia a Versailles. Aspetti di politica internazionale  233




                    fica che, come la nostra, desidera vivere la propria vita, stabilire liberamente le sue
                    istituzioni, essere assicurata della giustizia e della correttezza da parte degli altri
                    popoli del mondo come pure essere assicurata contro la forza e le aggressioni egoi-
                    stiche. Tutti i popoli del mondo in realtà hanno lo stesso nostro interesse, e per
                    conto nostro vediamo molto chiaramente che, a meno che non sia fatta giustizia
                    agli altri, non sarà fatta a noi. 15


                 Wilson si recò alla Conferenza di pace di Versailles convinto di avere un’ispi-
              razione diretta dell’Onnipotente: «Se non avessi sentito di essere lo strumento
              personale di Dio non avrei potuto andare avanti». 16


              Le relazioni italo-americane nella Grande Guerra

                 Dal 1914, regio ambasciatore d’Italia a Washington era Vincenzo Macchi dei
                             17
              conti di Cellere. Egli si aspettava di essere destinato a Madrid e la nomina negli
              Stati Uniti non gli era stata particolarmente gradita. Riteneva infatti che lì «non
              gli aspettava una vera e propria missione politica. In sostanza, sarebbe stato, poco
              più o poco meno, l’organo rappresentativo o decorativo del Commissariato del-
              l’Emigrazione. Fra i coefficienti preponderanti della diplomazia europea non
              erano allora considerati gli Stati Uniti». Una sottovalutazione analoga e ancor
              meno giustificata dell’importanza degli Stati Uniti avrà Benito Mussolini nel 1939-
              41. Si è ipotizzato che allo scoppio della Grande Guerra gli emigrati italiani e i
              loro discendenti ammontassero negli Stati Uniti a oltre 15 milioni. Essi «non
              erano dagli americani annoverati tra gli ospiti desiderabili» e secondo Macchi «il
              Governo nostro […] dal canto suo, mostrava […] scarsa premura di farsi sen-
              tire». 18
                 Ambasciatore americano a Roma dal 1913 al 1919 fu Thomas Nelson Page,
              avvocato di illustre famiglia virginiana, cantore del Sud in diverse sue opere let-


              15  Storia delle Relazioni Internazionali: testi e documenti 1815-2003 op. cit., n. 145 a.
              16  Cit. in LA FEBER, W., American Exceptionalism Abroad: A Brief  History, in «Foreign Service
                 Journal», March 2000, p. 30.
              17  Sul tema cfr. DE LEONARDIS, M., La diplomazia italiana e l’intervento americano, in Over There
                 in Italy. L’Italia e l’intervento americano nella Grande Guerra. Società Italiana di Storia Militare, Qua-
                 derno 2018, p. 13-24 e SAIU, L., Stati Uniti e Italia nella Grande Guerra, 1914-1918. Olschki, Fi-
                 renze 2003.
              18  JUSTUS, V. Macchi di Cellere all’Ambasciata di Washington. Memorie e testimonianze. Bemporad, Fi-
                 renze 1920, p. 28-29.
   230   231   232   233   234   235   236   237   238   239   240