Page 227 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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IV Sessione - L’Italia a Versailles. Aspetti di politica internazionale  225




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              bero che tre feriti. L’opinione italiana prese posizione in favore dei suoi soldati.
              La stampa di centro-destra come Il Corriere della Sera, i mussoliniani tramite il loro
              giornale Il Popolo d’Italia, i nazionalisti ne L’Idea Nazionale, accusarono i francesi
              di essere responsabili degli incidenti e l’espressione utilizzata, “I Vespri fiumani”,
              ricordò i Vespri palermitani del 31 marzo 1282, quando i siciliani fecero strage di
              Angioini, un fatto di sinistra memoria in Francia.
                 In compenso, la stampa francese fu più discreta e fece brevi allusioni, aspet-
              tando una settimana prima di parlarne. Il Governo rifiutò di evocare in Parla-
              mento gli incidenti di Fiume per «allontanare le cause di un dissenso tra la Francia
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              e l’Italia». I nazionalisti, ne L’Action française, rifiutarono ogni responsabilità. I
              socialisti, ne L’Humanité, accusarono i nazionalisti italiani di essere responsabili
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              dei disordini sanguinosi. I centristi e la stampa popolare come Le Petit Journal
              trasformarono i caduti e feriti francesi in vittime innocente del dissenso italiano. 55
                 In verità, si avvicinava la data del corteo della vittoria programmato sugli
              Champs Élysées il 14 luglio 1919. Questa sfilata militare, formata dalle unità degli
              eserciti alleati e associati, doveva consacrare la fratellanza tra tutti i vincitori, com-
              presi gli italiani. Non era il momento di parlare di crisi tra i due Paesi latini. Non
              fu un caso se un battaglione della Brigata Alpi, creata nel 1859 da Garibaldi, fu
              scelto per rappresentare l’Esercito Italiano. Si trattava di ravvivare l’amicizia ga-
              ribaldina franco-italiana non solo del 1870-1871, quando Giuseppe Garibaldi, al
              comando dell’esercito dei Vosgi salvò Digione dai tedeschi il 21-23 gennaio 1871,
              ma anche del 1914-1915, quando i nipoti dell’eroe dei due mondi presero la testa
              di una legione di volontari italiani nel 4° Reggimento di marcia del 1° Reggimento
              della Legione Straniera, più conosciuta sotto il nome di Legione Garibaldina.
              Quest’ultima si fece decimare nelle Argonne alla fine del 1914 e all’inizio del 1915,
              con la morte di due nipoti di Garibaldi, Bruno e Costante, uccisi dalle pallottole
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              tedesche mentre l’Italia restava neutrale. Le bandiere di tutti i reggimenti del II

              51  LONGO, E., L’esercito italiano e la questione fiumana (1918-1921). USSME, Roma 1996, p. 85.

              52  L’enquête sur les incidents de Fiume, in «L’Homme Libre», 11 luglio, 1919, p. 1; France et Italie. Une
                 lettre de M. Pichon au sujet des incidents de Fiume, in «L’Humanité», 11 luglio 1919, p. 3.
              53  Les incidents de Fiume, in «L’Action française», 6 luglio 1919, p. 3.
              54  Italiens et Français à Fiume, in «L’Humanité», 7 luglio 1919, p. 2; Les troubles de Fiume. Une enquête
                 de l’Entente, in «L’Humanité», 10 luglio 1919, p. 3.
              55  L’enquête sur les incidents de Fiume, in «Le Petit Journal», 9 luglio 1919, p. 1.
              56  HEYRIÈS, H., Les garibaldiens de 14. Splendeurs et misères des Chemises Rouges en France de la Grande
                 Guerra à la Seconde guerre mondiale. Serre, Nizza 2005; CROCIANI, P., I Garibaldini dell’Argonne.
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