Page 219 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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IV Sessione - L’Italia a Versailles. Aspetti di politica internazionale  217




              gaggiato la Guerra, ama le posizioni chiare e detesta tutto quello che è inutile e
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              spesso nocivo». E il generale Henri Mordacq, capo del gabinetto militare di Cle-
              menceau e suo confidente, considerava che Orlando avesse qualità superiori per
              essere un ottimo negoziatore «molto istruito, molto acuto, dotato di conoscenze
              generali, molto cortese e particolarmente simpatico. Poteva ottenere molto». 23
              Altri politici difesero l’amicizia con l’Italia. Così Aristide Briand, già presidente
              del Consiglio e nemico di Clemenceau, diede un’intervista al Giornale d’Italia il 26
              febbraio 1919 affermando che la politica franco-italiana fosse «oggi la sola politica
              continentale europea che si imponga» e riconobbe «il debito di riconoscenza con-
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              tratto dalla Francia verso l’Italia durante la guerra». La stampa francese, a forte
              tiratura e popolare, manifestò anche sentimenti italofili, in Le Matin, Le Journal,
              Le Petit Parisien. Quest’ultimo, per esempio, il 13 febbraio 1919 lodò «il calore del
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              temperamento meridionale» di Orlando. Il giornale Le Temps, vicino al presidente
              della Repubblica Raymond Poincaré (e dunque ostile a Georges Clemenceau),
              sostenne il 15 marzo 1919, le rivendicazioni italiane nelle Alpi e nell’Adriatico, a
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              condizione di ricercare «la conciliazione» a proposito di Fiume. Inoltre, l’amba-
              sciatore francese a Roma da più di vent’anni (fin dal 1897), Camille Barrère, in-
              stancabile promotore del riavvicinamento delle due potenze latine, sapeva che
              poteva contare sul revisionismo democratico di Leonida Bissolati e di Francesco
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              Saverio Nitti, pronti ad accettare condizioni nei Balcani. Anche in Italia, senti-
              menti francofili esistevano. Antonio Salandra, il 2 febbraio, aveva dato prova di
              entusiasmo: «Dobbiamo in questo paese [in Francia] affermare la nostra fraternità
              […], non solo per la comunanza del passato, per la comunanza di civiltà, per la
              comunanza di sentimenti, non solo in nome di quanto si è fatto, combattuto, sof-
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              ferto insieme, ma anche nell’interesse supremo dei due Paesi». Sidney Sonnino

              22  Francia e Italia, Parigi, 31, notte, in «Il Popolo d’Italia», 1° febbraio 1919, p. 4.
              23  MORDACQ, H., Le ministère Clemenceau op. cit., III, p. 241.

              24  Briand sull’amicizia franco-italiana, Roma, 26 febbraio 1919, in «Il Corriere della Sera», 27 febbraio
                 1919, p. 1.
              25  Elogi francesi ad Orlando, Parigi, 15 febbraio, in «Il Corriere della Sera», 16 febbraio 1919, p. 1.
              26  Nuovi commenti francesi alle rivendicazione italiane, Parigi, 15 marzo, in «Il Corriere della Sera», 16
                 marzo 1919, p. 1.
              27  NARDELLI-MALGRAND, A. S., La rivalité op. cit., p. 71-73.
              28  I vincoli fra Francia e Italia. Un discorso di Salandra a Parigi, Parigi, 2 febbraio 1919, in «Il Corriere
                 della Sera», 3 febbraio 1919, p. 1.
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