Page 43 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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I Sessione - Aspetti militari 41
5, e 38 le sezioni aerostatiche in zona di guerra, alle quali se ne aggiungevano una
in Macedonia, 3 da marina e 6 speciali, per ostruzioni aeree. In termini di perso-
nale, infine, l’organico della componente aerea del Regio Esercito era di 4719 uf-
ficiali e 73.905 sottufficiali, graduati e soldati, per un totale di 78.624 uomini. 6
Per quanto riguarda l’aviazione navale, la Regia Marina, che il 24 maggio 1915
disponeva di 15 idrovolanti operativi, mise in servizio durante il conflitto 1472
idrovolanti e 158 velivoli terrestri e alla fine delle ostilità l’aviazione navale contava
552 idrovolanti e 86 velivoli terrestri, incluse le dotazioni delle scuole di Taranto,
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Bolsena e Capua. L’organizzazione operativa, che faceva capo all’Ispettorato dei
Sommergibili e dell’Aviazione, avendo come articolazioni intermedie le due di-
rezioni dei servizi aeronautici dell’Alto Adriatico e del Basso Adriatico, tre co-
mandi di gruppo idrovolanti per la difesa del traffico (dipendenti dai Comandi in
capo dei Dipartimenti Marittimi della Spezia e di Napoli e dal Comando dei Ser-
vizi per la Regia Marina di Messina), e il Comando dei Servizi per la Regia Marina
della Sardegna, vedeva 26 squadriglie sul fronte dell’Adriatico, insieme alla Squa-
dra di San Marco di Gabriele d’Annunzio, 18 squadriglie impegnate nella difesa
del traffico mercantile sugli altri mari della Penisola, 2 squadriglie in Sardegna, 1
in Libia, 2 squadriglie e 2 sezioni addette alla difesa aerea. Piuttosto articolata era
poi l’organizzazione dei dirigibili che, alla data del 4 novembre 1918, vedeva un
totale di 15 aeronavi, delle quali 3 dedicate a missioni di bombardamento e 12
con compiti di pattugliamento ed esplorazione su mare.
La smobilitazione
Nel clima difficile del dopoguerra, caratterizzato da forti fattori di crisi che
investivano a un tempo gli ambiti politico, economico e sociale mettendo impie-
tosamente in luce l’inadeguatezza del regime liberale a governare la transizione
dalla guerra alla pace, l’aviazione fu la componente dello strumento militare più
danneggiata. Come è stato messo in rilievo da un testimone diretto di quelle vi-
cende «era l’Arma più giovane, la meno popolare, la più dispendiosa in senso re-
lativo, la più povera di tradizioni e quella che aveva meno santi autorevoli in
pendice a AA.VV., La Grande Guerra Aerea 1915-1918. Ed. Rossato, Valdagno 1994).
6 AA.VV., Ali Italiane.Vol. I. Comp. Generale Editoriale, Milano 1978, p. 291.
7 L’aviazione marittima durante la guerra in Cronistoria documentata della guerra marittima italo-austriaca.
Fasc. VII. Stato Maggiore della Marina, Ufficio Storico, Roma 1927, p. 162-163.

