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42 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
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Paradiso». Il processo di smobilitazione si concretizzò nell’arco di pochi mesi,
con lo scioglimento di molte delle squadriglie che figuravano nell’ordine di bat-
taglia del 4 novembre 1918, ma poco dopo l’armistizio un provvedimento del
Comando Supremo aveva dato l’illusione che, pur in quel contesto, l’aviazione
militare potesse raggiungere lo status di Arma indipendente a cui aspiravano non
pochi aviatori e a cui guardavano i primi teorici del potere aereo.
Il 10 novembre 1918, il Comando Superiore d’Aeronautica venne infatti de-
nominato Comando Generale d’Aeronautica, e Chiesa per primo ritenne che que-
sta modifica fosse il preludio a un cambiamento di più vasta portata. Con questa
convinzione scrisse il giorno stesso ad Armando Diaz dichiarandosi disponibile
a prendere gli accordi del caso, in linea con le competenze in materia di personale
attribuite al Commissariato Generale per l’Aeronautica, per poter concretizzare
quanto prima il progetto di una forza aerea autonoma. Diaz gli rispose però pre-
cisando che il cambio di denominazione era stato deciso «semplicemente per uni-
formare la denominazione stessa a quella dei Comandi Generali d’Artiglieria e
del Genio, rispetto al quale il comando anzidetto ha analoghe funzioni». Il Co-
mando Supremo non aveva intenzione di arrivare alla costituzione di un’Arma
aerea, e questo sia per le ragioni di natura organica che lo avevano fino ad allora
sconsigliato, sia perché un provvedimento di questo tipo non rientrava nelle sue
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competenze. In effetti, si sarebbe dovuto ridisegnare lo strumento militare quale
era venuto a delinearsi durante il conflitto e affrontare problemi di status giuridico
e avanzamento non di poco conto, mentre incombevano altre e più pressanti esi-
genze. A sottolineare la portata limitata del provvedimento, nel marzo del 1919,
il Comando Generale d’Aeronautica tornò a essere Comando Superiore d’Aero-
nautica, sempre inquadrato nel Comando Supremo dell’Esercito.
Chiesa, consapevole dei rischi di una smobilitazione che si annunciava fin
troppo rapida, delineò comunque un programma di massima per il consolida-
8 VALLI, G., Tra mare e cielo. Vita di un uomo fortunato. Fondazione della Cassa di Risparmio di
Terni e Narni, Terni 2004, p. 223. L’allora capitano di fregata Giulio Valli (1875-1949) vantava
un prestigioso passato di dirigibilista e, dopo aver retto per un anno la Direzione dei Servizi
Aeronautici dell’Alto Adriatico, dall’aprile del 1919 al giugno del 1920 prestò servizio presso
l’Ispettorato dei Sommergibili e dell’Aviazione quale capo Sezione Aviazione. Nel prosieguo
della carriera, tra il 1923 e il 1926, fu il primo comandante della Regia Accademia Aeronau-
tica.
9 Lettera di Eugenio Chiesa del 10 novembre 1918 e risposta di Armando Diaz del 17 novem-
bre, AUSSME, rep. F4, b. 197, fasc. 212A.

