Page 334 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Dall'altro lato, l'assioma per l'Inghilterra, palesato dal suo "dictator"
              Churchill,  era  quello  di  "durare".  Ed il  durare era funzione:  in campo
              mondiale, di stringere sempre più stretti legami con gli Stati Uniti; in campo
              europeo, di impegnare l'Asse con una strategia periferica esercitata soprat-
              tutto nel sud attraverso aiuti alla Grecia e pressioni, non disgiunte da ca-
              rezzevoli vellicazioni, nei confronti della Iugoslavia e della Turchia al duplice
              fine di disperdere le forze dell'Asse, quale obiettivo minimo, o di costrin-
              gerne il "partner" più debole, l'Italia, ad uscire dal conflitto, come obiet-
              tivo  massimo.

              La strategia bellica dell'Asse

              a.  I  diktat"  strategici  di  Hitler  a Mussolini per  il 1941
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                   Non è il caso di parlare di strategia italiana poiché questa sarà sem-
              pre più succube  e trainata  da  quella  tedesca  divenendone una  funzione
              che, se rispettosa nelle apparenze formali, nella realtà si dimostrerà mera-
              mente esecutiva. Un'assenza di strategia, quindi, identificandosi quest'ul-
              tima  unicamente  in  una serie  di  affannosi  provvedimenti a  "tampone"
              di situazioni  compromesse  o  di  ambiziose espressioni  di partecipazione
              laddove  non  richiesto,  a  scapito  di  dove  invece  pressavano le  esigenze.
                   Una evidente assenza di meditazione e valutazione delle necessità, che
              significa  assoluta  latitanza  strategica.
                   Già il  20 novembre  1940, in una lunga lettera a  Mussolini,  Hitler
              aveva indicato la strategia dell'Asse per il  1941. Egli si  proponeva: di in-
              durre la Spagna ad entrare in guerra per conquistare Gibilterra; di allon-
              tanare la Russia dalla sfera balcanica stringendo la Iugoslavia all'Asse; di
              convincere la Romania ad accettare l'affluenza di importanti forze tede-
              sche per operare contro la Grecia; di spingersi in Africa settentrionale fi-
              no  a  Marsa  Matruk per  intervenire  con  gli  "Stuka"  contro  la  flotta  di
              Alessandria; di liquidare la  situazione nel Mediterraneo nel corso dell'in-
              verno  per  ridisporre  delle  forze  tedesche  entro  l'aprile.

                   Aggiungeva che avrebbe inviato forze  aeree in Italia per fare in tre
              o quattro mesi del Mediterraneo la "tomba della flotta inglese", premessa
              delle operazioni contro la Grecia che riteneva di non poter iniziare prima
              di marzo. E dichiarava infine di giudicare impossibile un'offensiva verso
              il  delta  del  Nilo  prima dell'autunno.

                   Hitler, in sostanza, àveva già il proposito di subordinare le operazio-
              ni nel Mediterraneo alla condotta della campagna contro la Russia -  pro-
              posito  maturato  alcuni  mesi  prima e  dicui  non  farà  mai cenno,  se  non
              a  cose  fatte,  ai  suoi  "partner"  italiano  e giapponese -.


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