Page 338 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Il subordinare completamente la condotta, e quindi l'esito finale del-
la guerra, all'attacco contro l'Unione Sovietica appare storicamente un er-
rore esiziale, oltre che un'attestato psicologico dell'irrazionalità e dello
egocentrismo di Hitler. Fattori che lo porteranno ad ignorare sistematica-
mente gli alleati italiano e giapponese, a non rivelare loro i suoi progetti,
fino a paradossalmente consentire la firma del patto di neutralità russo-
giapponese dell'aprile 1941, che sicuramente non avrebbe poi agevolato
la sua aggressione all'Unione Sovietica, ed a tacciare di colpa l'Italia per
il presunto ritardo che l'intervento in suo appoggio nei Balcani avrebbe
determinato. nel fallimento dell'Operazione "Barbarossa".
Il fatto è che Hitler, pur riconoscendo lucidamente l'importanza stra-
tegica del teatro del Mediterraneo < 2 ) - l'unico che, ripeto, costituisse una
vulnerabilità diretta per la Gran Bretagna - se ne disinteressò sostanzial-
mente, limitandosi ad interventi sporadici e di peso sufficienti soltanto
ad impedire il collasso dell'Italia.
La distruzione del colosso sovietico sembra significare per il dittato-
re tedesco la finalizzazione di tutti i suoi sforzi e di ogni sua speranza:
ma anche una ossessione obnubilante per le sue istintive ed indubbie ca-
pacità di valutazione politico-strategiche.
Alcune analisi sulla guerra dell'Asse nel Mediterraneo nel 1941 di-
mostrano al di fuori di ogni dubbio l'assoluta sottovalutazione di questo
teatro rispetto all'esigenza prioritaria dell"'Operazione Oriente", altro as-
siomatico codice della guerra contro la Russia.
Hitler, nel dicembre 1940, opta per la prosecuzione della pianifica-
zione "Marita" contro la Grecia- di attuazione prevista nella primave-
ra del1941 -confidando in una adesione, che si profùava allora possibile,
della Jugoslavia all'Asse. Ma, a fine marzo, Belgrado - con una rivolta
popolare- ripudia l'accordo dei suoi ministri filotedeschi scatenando la
collera di Berlino ed, il 6 aprile, l'apertura su vasta scala delle ostilità nei
Balcani. Per cui l'O.K.W. stabilisce una dilazione di 4-6 settimane per
l'inizio di "Barbarossa", già fissata al15 di maggio. Dilazione resa neces-
saria per recuperare le forze impegnate nell'operazione "Marita" (35 di-
visioni di fanteria e 16 corazzate) e destinate a costituire il quarto scaglione
del dispositivo "Barbarossa" (riserva generale e completamento gruppo
d'armate sud). Il primo e secondo scaglione essendo già in posto ed il ter-
zo in afflusso, a fine marzo 1941.
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(2) Vedasi in merito la lettera di Hider a Mussolini del21 giugno 1941 riportata in allegato.
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