Page 343 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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ulteriore aspettativa, e credo anzitutto che non vi sia altra via per allontanare
           questo pericolo al di fuori di una ulteriore attesa che però condurrebbe alla
           rovina  al  più tardi  in questo  anno  a nel  prossimo.
                La situazione: l'Inghilterra ha perduto questa guerra. Col diritto di colui
           che affoga,  essa  si  afferra ad ogni pagliuzza che possa servirle come ancora
           di salvezza, tuttavia, naturalmente, alcune speranze non mancano di una cer-
           ta logica. L'Inghilterra ha sinora condotto le sue guerre con l'aiuto del conti-
           nente. La distruzione della Francia- e sopratutto l'eliminazione di tutte le
           posizioni della Europa occidentale- conducono gli sguardi dei bellicisti bri-
           tannici sempre nuovamente verso il punto dal quale essi avevano cercato di
           iniziare la  guerra:  la  Russia  sovietica.
                Entrambi gli  Stati, la Russia  sovietica e l'Inghilterra, sono egualmente
           interessati al collasso dell'Europa, resa impotente da una lunga guerra; dietro
           questi  due  Stati  sta  in  agguato  e  sobillatrice l'Unione  nordamericana.
                Dalla liquidazione della  Polonia  in poi  si  mostra  nella  Russia  sovietica
           una conseguente tendenza che -  anche se  con abilità e cautela -  si  riporta
           tuttavia direttamente alla vecchia tendenza bolscevica della diffusione del regi-
           me sovietico. Il prolungamento della guerra, necessario a tale scopo, dovrebbe
           raggiungersi tenendo impegnate le  forze tedesche ad oriente,  in modo da im-
           pedire al  comando  tedesco  di  assumersi  la  responsabilità,  specie  nel  campo
           della guerra aerea,  di un attacco in grande stile ad occidente.  Io vi ho,  Duce,
           anche  recentemente  detto  come  proprio  l'esperimento  ben  riuscito  di  Creta
           abbia dimostrato come per una impresa tanto maggiore quale sarebbe quella
           contro l'Inghilterra sarebbe necessario impegnare perfino l'ultimo aeroplano.
                In questa lotta decisiva può accadere che alla fine si vinca solo col van-
           taggio di poche squadriglie.  Io non esiterò  neppure un istante ad assumere
           tale responsabilità, se a prescindere da qualsiasi altra considerazione io avrò
           la certezza di non essere improvvisamente attaccato o anche soltanto minac-
           ciato da oriente, Lo  spiegamento delle forze  russe -  ho fatto  sottoporre dal
           generale Jodl < 2 l  a questo vostro addetto militare generale Marras (3)  l'ultima
           situazione -  è enorme. Si può dire che tutte le forze russe disponibili si tro-
           vano alla nostra frontiera. Oltre a ciò, dall'inizio della stagione calda, si lavo-
           ra a  numerose fortificazioni.  Se  le  circostanze mi inducessero  a  impegnare
           l'arma aerea tedesca contro l'Inghilterra, potrebbe sorgere il pericolo che la
           Russia dal canto suo iniziasse ricatti al nord e al sud, ricatti di fronte ai quali
           io dovrei cedere senz'altro in silenzio per la sensazione della inferiorità aerea.
                Sopratutto mi sarebbe allora impossibile di iniziare l'attacco contro le
           fortificazioni russe con le divisioni che si trovano in oriente senza una suffi-



           (2)  Generale Jodl,  Capo  di  Stato  Maggiore  dell'Esercito tedesco.
           (3)  Generale Efisio  Marras,  addetto militare a  Berlino.


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