Page 348 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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La guerra iniziata il lO giugno 1940 aveva visto un momento di "re-
lativa" nostra superiorità sui possibili avversari (All. n. 3). Si trattava in-
fatti di una superiorità di forze prevalentemente indigene < 2 > e tutte con
armi e mezzi non idonei a sostenere un confronto con avversari moderna-
mente armati. Le unità più efficienti erano state dislocate nell'Hararino
e nel Bassopiano somalo settentrionale, in vista delle operazioni offensive
previste nei piani, contro la Somalia francese e quella britannica, conside-·
rate le più dirette e probabili basi di offensive avversarie verso il cuore
dell'Impero. Le disposizioni emanate dallo Stato Maggiore Generale pre-
vedevano infatti, come è noto, un atteggiamento difensivo su tutti i fronti.
In Africa orientale si doveva considerare prioritaria l'esigenza, più volte
sottolineata dal maresciallo Badoglio, di mantenere il controllo del territo-
rio anche in vista del probabile intensificarsi della guerriglia interna.
Nella situazione quale si presentava il 10 giugno, di un imminente
collasso francese e della convenienza di evitare un confronto con le preva-
lenti forze avversarie terrestri ed aeromarittime nel Mediterraneo ed in
Africa, veniva ulteriormente ribadita la priorità del controllo del territo-
rio e sospesa ogni azione offensiva. Nella notte sullO veniva anche dispo-
sto che non fossero eseguite neppure le azioni marittime ed aeree che,
secondo i piani, avrebbero dovuto essere attuate immediatamente all'ini-
zio delle ostilità per prevenire quelle avversarie ed esercitare quella fun-
zione strategica d'intervento sulle vie di comunicazioni avversarie nel Mar
Rosso e l'Oceano Indiano, consentite dalle nostre basi. Successivamente
si verificava un tempo di attesa in vista di una chiarificazione della situa-
zione a Gibuti, dove il Comandante delle forze francesi non accettava le
condizioni armistiziali e minacciava di passare al campo "gaullista", fino
a che egli non fu sostituito.
Nel frattempo, nel luglio, venivano eseguite azioni offensive locali ai
confini sudanese e keniota; il 4 luglio veniva occupata Cassala. Intanto,
però, si era entrati nella stagione delle grandi piogge che precludevano
qualsiasi consistente operazione sull'Altopiano etiopico < 3>.
In quei giorni era stata considerata anche la possibilità di operazioni
sul fronte eritreo intese ad avanzare su Atbara, sulla ferrovia Porto Sudan-
Khartum precludendo così l'alimentazione britannica dalle forze in tutto
l'Alto Sudan. Ma a questa iniziativa si era rinunciato sia per la stagione,
sia perché l'impiego di forze efficienti allora nell'Hararino avrebbe richiesto
(2) Notizie su organizzazione, comandanti ed unità in Allegato n. 4.
(3) Il giorno successivo alla occupazione di Cassala intensissime precipitazioni rendeva-
no impossibile ogni movimento nell'area.
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