Page 353 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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marzo, contro offensive condotte in tre tempi successivi, con combatti-
men:ti assai accaniti. I Britannici saranno ad un passo dall'abbandono dei
loro tentativi, in vista di far affluire parte delle loro forze nel Nord Africa.
Ma il 2 febbraio ha avuto inizio anche l'offensiva delle unità sudafricane
dal Kenia. Entro il mese di febbraio: l'Oltregiuba è superato e così il por-
to di Chisimaio, la difesa sul Giuba è battuta e Mogadiscio viene occupa-
ta il 26. Le unità somale disertano, quelle nazionali superstiti ripiegano
sul Galla e Si dama o verso l'Harar, regione sulla quale ripiegano anche
le forze nel Somaliland.
La difesa ulteriore in profondità sul Passo Marda, tra Giggiga ed Ha-
rar, nei giorni dal 17 al 21 marzo veniva superata anche per la diserzione
di alcuni reparti indigeni. In condizioni difficilissime venivano eseguiti
ulteriori ripiegamenti sulla linea del fiume Auasc da parte dei nazionali
e da ormai ridottissime unità indigene.
Il Comando Superiore, non ritenendo possibili ulteriori resistenze a
difesa di Addis Abeba, disponeva che fossero presi contatti con l'avversa-
rio per la resa della capitale ai Britannici in vista della tutela della nume-
rosa popolazione italiana ivi residente (circa 30-35 mila persone, in
prevalenza donne e bambini); il 6 aprile unità britanniche entravano in
Addis Abeba mentre in tutte le regioni si scatenavano gli interventi della
guerriglia etiopica contro nostri presidi e colonne in movimento.
Così, nel corso del febbraio-marzo si erano verificati attacchi dall'e-
sterno e dall'interno in tutti gli Scacchieri; in tutti l'impegno delle forze
locali aveva impedito qualsiasi manovra delle forze con l'eccezione dell'af-
flusso di qualche rinforzo a Cheren. Soprattutto erano venute a mancare
le possibilità di intervento della aviazione, in buona_ parte costituite dai
vecchi e lenti Caproni 133 e ridotta a poche decine di unità. A fine marzo
le resistenze al Nord ed al Sud erano arrivate rapidamente ad una crisi
finale: nel Nord, il l aprile era occupata Asmara; 1'8 aprile, dopo una
tenace ma vana resistenza, il porto di Massaua; il 6 aprile come si è detto,
Addis Abeba.
Il Comando Superiore delle forze in A.O.I. decideva di proseguire
la resistenza articolandola in tre settori:
- due da considerare periferici: l'uno occidentale nel Goggiam, attorno
alla piazza di Gondar; l'altro sud-occidentale costituito dalla regione del
Galla-Sidama, denominato anche del Gimma;
- il terzo a cavallo della via che da Addis Abeba conduce a Massaua, ren-
dendo onerosa l'alimentazione delle forze britanniche, facente capo, in
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