Page 354 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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buona parte, ancora a Mogadiscio. Veniva prevista una resistenza sul-
l' Amba Alagi, fronte a nord, ed a sud di Dessié, in corrispondenza del
bivio di Combolcià, che copre la strada per Assab.
Ma la battaglia sostenuta in quest'ultimo settore dal 19 al 26 aprile
volgeva al peggio e le forze agli ordini del Viceré si riducevano sull'acro-
coro montano dell'Amba Alagi dove resistevano fino al 17 maggio in dif-
ficilissime condizioni. In questa data la resa con l'onore delle armi del Duca
Amedeo d'Aosta e dei suoi uomini significa per l'Italia ed il mondo la fine
del dominio italiano in quell'impero dell'Africa appena conquistato nel
1936. Ciò, anche se la resistenza nelle due regioni periferiche continuerà:
nel Gimma fino al4luglio 1941 dopo una serie di combattimenti accani-
ti, ripiegamenti fortunosi, perdite dolorose, particolarmente nelle zone di
Uadarà, Monte Fiché, guadi del Fiume Orno; nel Gondarino, dopo episo-
di di grande valore quali le protratte resistenze dei presidi di Celgà, U ol-
chefit, Culquaber-Fercaber. Esaurite tutte le risorse e cessato da lungo tempo
ogni supporto aereo, l'ultimo presidio italiano era costretto alla resa il 27
novembre 1941. Si trattava di 11.500 nazionali e 12.000 indigeni che,
soprattutto eritrei, erano rimasti fedeli alla bandiera fino all'estremo.
In verità, dopo la perdita dell'Eritrea, la resistenza ha avuto soprat-
tutto il significato di mantenere impegnate cospicue forze britanniche che
il Comando del Cairo avrebbe voluto recuperare al più presto per le esi-
genze della guerra nel Nord Africa, e di assicurare la nostra presenza in
quelle contrade il più a lungo possibile. Ma era venuta a cessare ogni pos-
sibilità di nostra minaccia al traffico marittimo avversario nel Mar Rosso
ed ogni funzione strategica della nostra presenza in Africa Orientale, an-
che per l'esiguità delle nostre forze navali ed aeree.
Distrutte le installazioni e danneggiato il porto di Massaua le nostre
navi avevano tentato difficili fughe, riuscite solo in alcuni casi, o si erano
sacrificate in impossibili azioni offensive.
In data 11 aprile gli Stati Uniti avevano dichiarato il Mar Rosso ac-
cessibile al proprio naviglio mercantile diretto all'Egitto.
Considerando: l'andamento degli avvenimenti in Europa e nel mon-
do; la mancata conclusione della guerra nel corso del 1940; che la resi-
stenza ulteriore in A.O.I. non avrebbe potuto essere sicuramente protratta
oltre l'autunno 1941, la perdita dell'Impero non può considerarsi influente
sull'esito del conflitto. Il confronto, allora, era in Europa; e, per noi, nel
Mediterraneo. La resistenza colà non ha goduto di supporto esterno, essa
ha- semmai- fornito qualche apporto alla nostra guerra sostenuta in
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