Page 345 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 345

6°)  È indifferente  che l'America  entri  o meno  in guerra,  poiché essa
            già  aiuta  il  nostro  nemico  con tutte le  forze  che  è  in grado  di  mobilitare.
                 7°)  La  situazione nella  stessa  Inghilterra è cattiva:  gli  approvvigiona-
            menti di  generi  alimentari e di materie prime sono  sempre più difficili,  la
            volontà bellicista si basa in sostanza unicamente su speranze. Tali speranze
            si fondano  esclusivamente su due presupposti:  Russia  e America.  Noi  non
            abbiamo modo di mettere da parte l'America. Eliminare la Russia entra in-
            vece nelle nostre possibilità. L'eliminazione della Russia significa nello stesso
            tempo un enorme alleggerimento del Giappone nell'estremo oriente e con ciò
            la  possibilità che il procedere degli americani venga  più fortemente  minac-
            ciato  da  un  intervento giapponese.
                 Mi sono deciso, come ho detto, sotto tali condizioni a porre fine all'ipo-
            crita gioco del Cremlino.  Presumo, e cioè sono convinto,  che a tale guerra,
            che libererà l'Europa per l'avvenire anche da un grande pericolo, prenderà
            parte senz'altro la  Finlandia e così  pure la  Romania m.
                 Il generale Marras ha comunicato che Voi,  Duce,  metterete pure a di-
            sposizione almeno un corpo di spedizione (6).  Se tale è la Vostra intenzione,
            Duce, -  che io  accolgo  naturalmente col cuore colmo  di gratitudine -  vi
            sarà abbastanza tempo per poterla realizzare, dato che in un teatro di guerra
            tanto vasto l'avanzata non potrà avvenire dappertutto contemporaneamente.
            L'aiuto decisivo, Duce, lo potrete però sempre fornire col rafforzare le Vostre
            forze nell'Africa settentrionale, possibilmente anche volgendo lo  sguardo da
            Tripoli verso l'Occidente, col costituire un contingente per ora sia pure pic-
            colo, che in caso  di violazione dei trattati da parte francese possa marciare
            in Francia. Ed infine con l'intensificare la guerra aerea, e dove, sia possibile,
            quella  dei  sottomarini  nel  Mediterraneo.
                 Per quanto riguarda la sicurezza dei territori occidentali, dalla Norve-
            gia fino  alla  Francia inclusa,  noi siamo sufficientemente forti  per poter far
            fronte ad ogni eventualità con fulminea rapidità. Per quanto riguarda la guerra
            aerea contro l'Inghilterra, ci terremo per qualche tempo sulla difensiva. Ciò
            naturalmente non vuol dire che non saremo in grado, se necessario, di fron-
            teggiare gli attacchi inglesi contro la Germania, ma anzi al contrario noi sare-
            mo in grado, se necessario, di continuare, come abbiamo fatto finora, violenti
            bombardamenti sul territorio metropolitano britannico. Anche la nostra di-
            fesa con apparecchi da caccia sarà sufficiente. Essa consiste nelle migliori squa-
            driglie  che  noi  possediamo.
                 Per quanto riguarda la guerra in oriente, Duce, essa  sarà sicuramente
            dura ma io non dubito un istante del suo pieno successo. Io spero sopratutto


            (5)  La  Romania  entrò  in guerra  il 22 giugno,  la  Finlandia  il  26.
            (6)  ll Corpo di Spedizione Italiano in Russia  (C.S.I.R.)  si  compose inizialmente delle  divi-
                sioni <<Torino••,  <<Pasubio»  e <<Duca  d'Aosta», al comando del generale Giovanni Messe.


                                                                               343
   340   341   342   343   344   345   346   347   348   349   350