Page 341 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 341
l'O.K.W. per contrastare i rifornimenti inglesi alla Grecia- e l'inasprirsi
della guerra dei convogli. L'impero, che secondo la concezione strategica
di Mussolini doveva essere attrezzato come base aeronavale per concorre-
re all'estromissione della Gran Bretagna dal Mediterraneo e dal Medio
Oriente, precludendo la navigazione del Mar Rosso, è tagliato fuori, isola-
to e sottoposto alle reiterate e sempre più pesanti offensive britanniche,
iniziate fin dal gennaio.
È gravemente pregiudicato lo stesso flusso di alimentazione in Africa
settentrionale sia per la paralisi del traffico marittimo sia per le forze as-
sorbite dagli scacchieri balcanici. In Grecia, tra il novembre 1940 e l'a-
prile 1941, vengono sbarcate infatti ben 21 divisioni, contro le sole "Ariete"
e "Trento" in Africa settentrionale! Eppure la pressione dei greci ci impe-
dì la costituzione di una riserva strategica precludendoci qualsiasi possi-
bilità di manovra.
Nel secondo semestre del 1941 il potenziamento delle forze in Africa
settentrionale è inversamente proporzionale alle perdite dei convogli: il
30% dei nostri contro lo O% dei britannici nell'agosto; il 62% contro
il 3% nel novembre. Ed intanto gli inglesi realizzano le condizioni per
il successo nel Mediterraneo attraverso la limitazione dei rifornimenti ita-
liani- con lo stanziamento di una squadra incrociatori a Malta- e l'in-
cremento delle loro forze terrestri in Egitto e Medio Oriente, in attesa di
ulteriori 4 divisioni in approntamento in Inghilterra e di quelle recupera-
bili dagli scacchieri somalo-etiopici, in via di completa acquisizione.
Si dimostra ancora una volta indubbio che il problema strategico del
Mediterraneo poteva essere risolto solamente con l'utilizzazione dei porti
tunisini - comunque sopportando successivi bracci di rifornimenti tatti-
ci e logistici terrestri di grande ampiezza - e la neutralizzazione di Malta.
Ed invece- secondo l'inestinguibile sete di onnipresenza di Musso-
lini - le nostre forze ed i nostri mezzi venivano dirottati, non richiesti,
verso il teatro dell'Europa orientale per partecipare alla campagna di Russia.
Nel luglio infatti, al comando del generale Messe, partirà per il fron-
te orientale il Corpo di Spedizione Italiano in Russia (C.S.I.R.) con 60.000
uomini, articolato nelle Divisioni autotrasportabili "Torino" e "Pasubio"
e nella 3 a Divisione celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta", grandi uni-
tà le cui qualifiche risultano semplici potenzialità attribuite agli uomini,
essendo ingiustificate rispetto all'entità quantitativa e qualitativa dei mez-
zi atti a trasportarli. Eppure il C.S.I.R., inquadrato nel gruppo di armate
339

