Page 337 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 337

Non,  quindi,  come  sempre è stato  asserito,  Alamein  e Stalingrado
            dell'anno successivo: tracolli che costituiscono soltanto la conseguenza mi-
            litare delle  decisioni strategiche maturate nella seconda metà del  1940 e
            messe  in  atto  nell'estate  del  1941.
                 È in questa prospettiva, in questo assoluto condizionamento strategi~
            co provocato dal conflitto ad oriente che si debbono vedere i fatti bellici
            del  1941:

            - l'esiguità dei rinforzi tedeschi in Africa settentrionale. Un concorso più
              di mentalità e di concezione operativa che di risolutivo peso decisionale
              e che  determinò la vittoriosa  ripresa offensiva itala-germanica soprat-
              tutto per la sguarnizione dello scacchiere egiziano da parte dei britanni-
              ci, che intendevano vincere in Grecia prevenendovi l'intervento tedesco;
            - l'Operazione "Marita" contro Grecia e Iugoslavia per garantirsi le spal-
              le  e tutelare la  guerra ad oriente;
            - la mancata occasione strategica in Medio Oriente (lrak e Siria nell'apri-
              le) a scapito dei rinforzi a Rommel ed ai golpisti di Damasco e Bagdad.

            Considerazioni conclusive

                 Il 1941, da quanto è stato premesso, risulta l'anno cruciale del con-
            flitto  in quanto contiene in sé le  premesse, i germi che squilibreranno il
            campo dell'iniziativa- fino all'estate del 1941 rimasta saldamente nelle
            mani dell'Asse -  anche se,  palesemente, solo dall'anno successivo se  ne
            potranno  constatare gli  effetti.
                 Esso segna per l'Asse la massima espansione delle conquiste territo-
            riali, ma lo  scatenamento della  campagna di Russia fornisce a Churchill
            quell'alleato europeo che gli mancava dal giugno del1940 con la sconfitta
            della Francia. Non solo,  ma coinvolge gli Stati Uniti in maniera sempre
            più diretta:  dalla  dichiarazione del 30 dicembre  1940 sulla loro garante
            funzione di grande arsenale delle democrazie alla sanzione della legge "af-
            fitti e prestiti", dall'asserzione dell'inviato di Roosevelt a Churchill, Har-
            ry Hopkins:  "il Presidente ha  deciso  che  noi vinceremo la guerra", alla
            firma  della  "carta atlantica"  nella  tarda estate  del  1941.
                 Se  la  statura di  un uomo  politico  si  misura dalla  sua visione e  dal
            suo acume nell'ambito della politica estera, il 1941 è anche l'anno che ri-
            dimensiona crudamente i miti di Mussolini e di Hitler, più ancora il se-
            condo del primo che ne aveva semplicemente seguito la scia perché convinto
            che  il successo  gli  fosse  già  arriso.


                                                                               335
   332   333   334   335   336   337   338   339   340   341   342