Page 516 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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prendendo per esempio nei programmi il volo strumentale, sia per la mancan-
                     za di materiale in dipendenza del difficoltoso approvvigionamento delle mate-
                     rie prime,  e della  necessità di dare la precedenza al reintegro dei velivoli dei
                     reparti  in  linea.
                     L'esperienza bellica ha inoltre dimostrato che il personale proveniente comun-
                     que dalle scuole, piloti e specialisti,  necessita di un ulteriore periodo di adde-
                     stramento presso i reparti stessi,  allo scopo di affinarne le qualità e di affiatarlo
                     con  gli  equipaggi  di  volo.
                     È ovvio,  però,  che  i  reparti in  linea  non possono  curare  l'addestramento  di
                     elementi non ancora formati,  sia per non sottoporre a gravosa usura i velivoli
                     che devono essere tenuti in perfetta efficienza per le azioni belliche, sia per le locali
                     restrizioni di volo in relazione all'offesa nemica e alle esigenze operative nostre.
                     Il personale che  viene  inviato presso  i reparti in  linea  deve perciò  essere già
                     perfettamente addestrato, in modo da poter dare sicuro affidamento dopo qual-
                     che volo di ambientamento e di affiatamento eseguito in normali azioni belliche.
                     Tenere in sedi di schieramento piloti e specialisti non in grado di partecipare
                     ad azioni belliche,  oltre a costituire un peso per il proprio reparto,  costituisce
                     per l'arma una grave perdita di preziosi elementi che vengono per lungo tempo
                     abbandonati a loro stessi,  o comunque non utilizzati nella loro specialità, per-
                     dendo  quel poco  di addestramento  che avevano  acquisito alle scuole,  difficil-
                     mente recuperabile dopo lungo periodo di inattività, mentre, se opportunamente
                     inquadrati, potrebbero  in  breve  raggiungere  la capacità sufficiente per essere
                     inclusi  negli  equipaggi  idonei all'impiego  bellico.
                     Per quanto sopra i comandanti di reparto, quando dalla normale sede di pace
                     devono trasferirsialla sede di schieramento,  devono basare il computo del per-
                     sonale  non già  rigidamente sui  numeri stabiliti negli organici per il reparto
                     stesso,  ma in relazione al numero di apparecchi efficienti e al numero di equi-
                     paggi prontamente impiegabili.
                     Attualmente i reparti dalle loro sedi di pace partono per le sedi di schieramen-
                     to al gran completo, portando al seguito un'infinità di personale assolutamente
                     inutile, sia per non lasciare propri elementi nella sede che abbandonano defini-
                     tivamente,  sia per previdenza,  onde crearsi una  riserva di personale proprio
                     che  li garantisca  da  tutte  le  necessità  della  sede  di schieramento.
                     Questo  sistema porta  alla dispersione  del personale  che,  non  impiegato  nelle
                     sue specifiche attribuzioni,  non addestrato e non perfezionato per impossibilità
                     materiale in zone di operazione,  dopo breve tempo non costituisce più una riser-
                     va dei reparti,  ma diventa un peso passivo,  e quando si rendono necessari dei
                     complementi per mantenere l'efficienza della linea,  bisogna richiedere persona-
                     le  ai comandi  superiori.


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