Page 511 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Nel tentativo,  poi,  di  superare le  difficoltà  frapposte  dalle  aziende
             alla riproduzione di velivoli non da loro progettati, lo S.M.A. decise uni-
             lateralmente di ridurre, uniformandoli, i diritti di licenza da riconoscere
             alla: ditta detentrice del progetto. Si stabilì che per i velivoli bellici doveva
             essere  corrisposto  il  4%  del  costo  dell'aereo  per i  primi 200 esemplari
             prodotti, il3% per i successivi 100, decadendo ogni diritto dal301 ° veli-
             volo. Analogamente per i motori aeronautici le redevances si applicavano
             nella  stessa  misura  ai  primi due  lotti di  300 propulsori.
                  Con singolare coincidenza temporale,  nell'estate del  1941 l'operato
             di Pricolo iniziò ad essere oggetto di critiche sempre più aperte e, similar-
             mente al suo predecessore Valle dopo le  iniziative di costui verso l'indu-
             stria tedesca  e americana < 40>,  venne  sostituito.

                  A maggior  commento della  netta  sensazione di  ristretti  margini di
             manovra e di decisioni preordinate, stralciamo, a puro titolo di esempio,
             alcune  discussioni  sulle  commesse  da  passare  alla  FIAT.
             [dal verbale del  27  marzo  1941}

                  Cr.  42 - Le commesse in corso non risultano sufficienti ad assorbire la capacità
                  produttiva  deii'Aeritalia.

                  L'Ecc.  il generale Pricolo rileva che la Ditta Aeritalia è in crisi non solo per
                  velivoli da  caccia,  ma  anche per  quelli  da  bombardamento.

                  Il generale  Bruno  osserva che  la  crisi  è più grave per  i  velivoli  da  cacca.
                  L'Ecc. il generale Pricolo rileva che sul velivolo  "G. 55" non si può fare alcun
                  conto per una produzione di serie in quanto la sua realizzazione è molto lontana.

                  L'Ecc.  il gen.  Bernasconi rende noto che è stato provato in volo,  con  buoni ri-
                  sultati, il "Cr.  42" con  motore Daimler-Benz, si è però riscontrato che il veli-
                  volo  non  è del  tutto  a punto  ed è un po'  veloce  in  atterraggio.
                  Il generale  Bruno fa presente che  la possibilità  di passare ad una  eventuale
                  costruzione in serie dei  "Cr.  42 D.  B." va anzitutto esaminata in relazione
                  alla produzione  del  motore  Daimler-Benz  in  Italia.
                  L'Ecc. il generale Bernasconi prospetta anche una eventuale soluzione del "Cr.
                  42" con  motore  A.  76.



             (40)  Si pensi 11ll'acquisto del progetto del Daimler Benz  "DB 601" (gennaio  1939), al-
                 l'ammissione di motori americani, francesi e tedeschi ai bandi di concorso per mo-
                  tori da  1.500 cv,  da  500 cv e da  300 cv  (l semestre  1939) e al ventilato accordo
                 con la  Boeing,  per  la  riproduzione  del  "B.  17" (l semestre  1939).


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