Page 508 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Una prima difficoltà da affrontare era quella della formazione di mae-
              stranze addestrate alle costruzioni metalliche e dell'approvvigionamento
              di macchine utensili adatte a tali lavorazioni. La maggior parte dei velivo-
              li che non si voleva più produrre erano, nel migliore dei casi, di costruzio-
              ne mista e,  a  differenza  di quanto  è stato  spesso  scritto,  la  lentezza  con
              cui venne avviata la produzione del "Cant. Z.  1018" dipese proprio dal
              fatto che i C.R.D.A.  ebbero non poche difficoltà a passare «dalla lavora-
              zione in legno» a quella metallica, analogamente alla I.M.A.M., e proprio
              per tale motivo si continuò ad ordinare loro bombardieri "Cant. Z.  1007
              bis"  per  consentire «l'impiego  della  maestranza specializzata  nel legno» (33).
                  D'altronde si stabilivano ulteriori commesse per i bimotori "Ca. 313",
              perché in tal modo «oltre  ad assicurare  la  continuità  di produzione alla ditta
              Caproni Taliedo ed A. V.l.S.,  [si] risolverebbe anche in parte la crisi di lavoro cui
              andrà incontro l'lsotta Fraschini che costruisce i motori necessari» <3 4>.  Era, quindi,
              non trascurabile il fatto che comunque alle singole ditte venisse garantita
              la continuità di lavoro, indipendentemente dalla qualità del prodotto fornito.
                  Tuttavia, nell'ipotesi inverosimile che alcune di queste fabbriche si
              fossero adattate a nuove costruzioni, sarebbe emerso il problema dell'in-
              sufficiente produzioni di motori da utilizzare sul maggior numero di cel-
              lule  prodotte.
                  E a tale esigenza non poteva certo rispondere l'lsotta Fraschini, fer-
              mamente ancorata ai  propri motori dalle men che mediocri prestazioni,
              e neppure il grandioso stabilimento dell'Alfa Romeo San Martino di Po-
              migliano d'Arco dal quale si attendevano per il luglio del  1941, a più di
              due anni dal primo ordine,  i primi esemplari  del motore Daimler-Benz
             60 l. E proprio agli enormi ritardi dell'Alfa Romeo si deve la progressiva
              diminuzione della produzione di velivoli da caccia nel secondo semestre
              1941, in quanto le nuove costruzioni erano tutte basate sul motore tede-
             sco,  che gli  alleati  stentavano sempre  più a  fornire.
                  A maggior chiarimento del ristretto campo di manovra in cui poteva
             muoversi lo Stato Maggiore, possiamo anche ricordare un increscioso fat-
             to  capitato  proprio  nel  1941.

                  Riproduciamo integralmente l' «appunto per il Duce» inviato da Pricolo
              il  lO  dicembre  1940 <35>:



              (33)  A.U.S.A.M.,  b.  Verbali  riunioni  dei  Generali  di  SA,  Verbale,  27  marzo  1941.
              (34)  Ibidem.
              (35)  A.U.S.A.M.,  Carte  Pricolo,  appunto per il  Duce,  10  dicembre  1940 (copia).


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