Page 514 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Germania; non disponendo questa di tale tipo di apparecchi,  la Romania in-
                  tenderebbe allora prendere in esame i  "G.  50" mono e biposti che l'Italia po-
                  trebbe fornire  assicurandosi  così  la  continuità  di  lavoro  alle  ditte  FIA T  e
                  C.M.A.S.A ..
                  L'Ecc.  il gen.  Pricolo  condivide  tale parere.
                  Il gen.  Bruno fa presente l'opportunità di non rinunziare del tutto alla capa-
                  cità della Ditta PIA T di produrre una cinquantina di caccia al mese perciò,
                  per riempire la linea  di lavoro  dell'Aeritalia sarebbe necessaria ancora  una
                  commessa  di  almeno  250 caccia.


                  La Commissione tenuto conto delle  necessità della linea di lavoro  Fiat,  deter-
                  mina di ordinare ancora 125  "Cr.  42" e 125  "G.  50"; essi dovranno essere
                  consegnati  con  cadenza  il più possibile  ridotta  mentre  la  ditta farà passare
                  gradualmente le maestranze alla lavorazione del "Br. 20 bis" e del "G.  12".
                  Nei  riguardi  della  caccia  d,opo  l'espletamento  della fornitura  dei  125  "G.
                  50" e 125  "Cr.  42" la  Fiat potrà avviarsi alla costruzione del  "G.  55"
                  con D. B.  605,  nel caso di risultato favorevole del prototipo,  o,  eventualmente,
                  riprodurre  l' "MC.  205 ".


             L'addestramento dei piloti

                  Nel corso dell'ultimo trimestre del1940 lo Stato Maggiore Aeronau-
             tica emanava due successive direttive riguardanti l'impiego dei mezzi ae-
             rei  in generale  e la  aviazione  da  caccia < 4 0.

                  In entrambe le circolari si parte dalla comune constatazione del fatto
             che non sempre l'impiego «dei mezzi aerei è stato aderente a quei criteri di ra-
             zionale economia,  a cui deve ispirarsi ogni forza  armata,  specie quando,  come  nel
             caso dell'Aeronautica,  non può contare sulla piena disponibilità di reintegro dei ma-
             teriali di volo  e delle scorte logistiche» < 42>.  A proposito della caccia si  aggiun-
             geva,  poi,  che  l'accettare  il  combattimento  «anche  quando  le  proporzioni
             numeriche sono di netto svantaggio», mentre da un lato «testimonia le alte qualità
             morali e professionali del personale navigante»,  dall'altro «comporta dolorose perdi-
             te in uomini e velivoli,  non sempre proporzionate a quelle inflitte al nemico; perdite
             tanto più sentite,  in  quanto  le  difficoltà  ed il tempo  occorrenti per formare  piloti


             (41)  A.U.S.A.M., b. Carte Pricolo.  Le due circolari recano, rispettivamente, il titolo Diret-
                 tive d'impiego,  prot. n. 00672, 28 settembre 1940, e Direttive per l'impiego della caccia,
                 prot.  n.  04975,  13  dicembre  1940.
             (42)  Così  nella  prima  circolare  del  28  settembre  1940, cit ..


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