Page 515 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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addestrati e le capacità produttive delle ditte aeronautiche non consentono di avere
una adeguata riserva di personale e di materiale, tale da far fronte con tempestività
ai necessari reintegri, ove questi dovessero superare i limiti imposti dalle attuali con-
dizioni» < 43 l.
Sulle difficoltà di reintegro si è già accennato, parlando sia dei pro-
blemi di riconversione delle industrie minori, sia prospettando le esigenze
che la politica governativa obbligava in modo diretto o indiretto (si ricordi
il caso Piaggio) a soddisfare.
Appare, tuttavia, un nuovo elemento perturbante che col tempo sem-
bra superare le già note difficoltà logistiche e di approvvigionamento di
velivoli. Già al settembre 1940 si alludeva chiaramente alla mancanza di
piloti di squadriglia, pur abbondando gli aeroplani, come già visto, per
farli addestrare.
Aggiungeva lo Stato Maggiore della R. Aeronautica il12 agosto 1941,
emanando la circolare 5/5000 avente per oggetto la «costituzione dei gruppi
complementari presso i reparti»:
All'inizio della guerra, per il particolare carattere con cui questa si presenta-
va, per la presunta probabilità di una non sua lunga durata, e per la necessi-
tà di compiere subito il massimo sforzo con tutti i mezzi disponibili, questo
Stato Maggiore si è trovato costretto a schierare su numerosi fronti, dalle Alpi
Occidentali all'A.O.I., tutti i reparti disponibili. Tale schieramento totale,
nella previsione di una breve durata delle ostilità, che non avrebbe portato
alla necessità di avvicendamento di reparti, avrebbe potuto essere alimentato
dal gettito delle scuole e dal personale di riserva.
Sono note le vicende della guerra, che hanno portato a una forte usura di per-
sonale in A. O.!., in A. S.I. e in Albania, mentre il gettito dei piloti delle scuole
e della riserva si è dimostrato insufficiente, per vari motivi, a reintegrare le
perdite, e ad assicurare .la quantità di personale necessario per mantenere ed
incrementare l'efficienza dei reparti.
Infine i piloti della riserva, nella quasi totalità, per insufficiente addestra-
mento, invece di essere di pronto impiego, hanno avuto bisogno di un lungo
periodo di istruzione, cosa che ha intralciato il funzionamento delle scuole, di-
minuendone il gettito.
Le scuole di pilotaggio, a loro volta, hanno dato un gettito inferiore al previsto,
sia per la riconosciuta necessità di aumentare le ore di volo di istruzione com-
(43) Cfr. la circolare del 13 dicembre 1940, cit ..
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