Page 15 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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problema Stati  Uniti venne volutamente rimosso  e  tale  rimase fino  alla
            fine dell'estate-inizi dell'autunno quando il quadro della finzione si ruppe
            ed  in  modo  oltretutto  estremamente drammatico O>.
                 Risultò chiaramente un po' più difficile applicare da parte delle tre
            diplomazie il medesimo metodo della sotto-rappresentazione della gravità
            dell'avvenimento anche al caso  dell'Unione Sovietica,  a motivo del fatto
            che, come diremo meglio in seguito, non soltanto l'improvvisa decisione
            tedesca del giugno  1941 aveva reso conflittuali i due piani dell'Asse e del
            Tripartito, dato che il Giappone anziché seguire l'Italia ed accettare il fat-
            to compiuto tedesco, allineandosi alla Germania, era rimasto viceversa le-
            gato  all'Unione Sovietica con il patto di  neutralità e di  non aggressione
            dell'aprile  1941, bensì anche a causa del fatto che per la prima volta dal
            settembre 1939 una BlitzKrieg tedesca era fallita. Voglio dire che il  1941
            si era chiuso ed il nuovo  1942 era iniziato con le armate tedesche che si
            erano lanciate mesi prima alla  conquista della Russia sicure di liquidare
            la partita nel giro di "otto settimane al massimo"  se non prima, non solo non
            erano riuscite a  raggiungere Mosca,  ma si  erano poste in una situazione
            di  stallo  esponendosi  con  ciò  a  notevoli  perdite.

                 Il  quadro internazionale del  1942  nacque  dunque  dall'intreccio  di
            questi fatti. Ruotò tutto intorno ad un caso Russia e ad un caso Stati Uni-
            ti. Il primo che si pose subito alla ribalta a causa della situazione del Tri-
            partito ed a  causa degli  imprevisti sviluppi militari che  ebbe l'offensiva
            lampo tedesca; l'altro che covò viceversa sotto le  ceneri,  sembrava quasi
            rinviato non si sa a quando, pronto però ad avvampare alla prima occa-
            sione e la cui importanza era senz'altro pari a quella dell'altro. Incomin-
            ciamo  dal primo anche per seguire  un  certo  ordine  cronologico.

                 Il primo problema che si pose alla politica estera italiana fu di come
            interpretare l'insuccesso tedesco  ed è pressoché quasi superfluo dire che
            sul  piano  ufficiale  la  solidarietà fu  piena  ed  immediata < 2>.



            (l)  Sull'azione della diplomazia italiana in occasione della conferenza di Rio, v. l'abbon-
                dante  documentazione  raccolta  in  I  Documenti  diplomatici  italiani,  Nona  serie:
                1939-1943, volume VIII (12 dicembre 1941-20 luglio  1942), Roma,  1988, in parti-
                colare:  dd.  158  e  198,  (d'ora  innanzi  citati abbreviati D.D.I.).
            (2)  Si  cfr.  la lettera di Mussolini a  Hitler del23 gennaio  1942, in D.D.I. 9a, VIII,  d.
                194, con cui Mussolini rispose tra l'altro ad una precedente lettera di Hitler del 29
               dicembre 1941 sulla campagna di Russia, da cui ho tratto alcune considerazioni pre-
               cedenti.


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