Page 20 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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piremmo un grosso errore concettuale. Ugo Cavallero, il quale non parte-
cipò in maniera diretta alla visita di Goring ma la seguì tramite Ciano,
annotò due intercettazioni telefoniche di conversazioni tra l'ambasciata
di Germania a Roma e Berlino in cui si discusse della presa di Bengasi
e su a chi ne andasse attribuito il merito: da parte tedesca rivendicandolo
ovviamente tutto per Rommel e criticando altrettanto ovviamente il com-
portamento degli italiani in modo anche alquanto aspro < 7>.
Anche l'episodio precedente faceva parte della "Stimmung" al margi-
ne del colloquio. Pur se si trattava dell'espressione di qualche cosa di ben
diverso anche se persino più vera. Quindi, nessuna possibilità di illusio-
ni. Il rapporto era per entrambi un rapporto innanzitutto di convenienza.
"Stimmung" voleva dire che, al di là di tutte le dichiarazioni formali, italia-
ni e tedeschi rimanevano entrambi ben consapevoli dei gravi problemi
esistenti nel rapporto dell'Italia e della Germania ed aggravatisi con l'ag-
gressione alla Russia. Solo che facevano finta che essi potessero essere ri-
solti in nome della collaborazione delle due Potenze dell'Asse. La "Stimmung"
a cui si riferiva Mussolini riguardava in effetti l'Italia quanto la Germa-
nia. E riguardava una finzione su cui per il momento le due Potenze allea-
te si trovavano d'accordo, non sappiamo quanto per sincera convinzione
o solo per convenienza.
Sta di fatto che l'essere partiti in Russia con il piede sbagliato espose
i tedeschi a dovere dare, per la prima volta, spiegazioni all'alleato su que-
stioni militari ed a doversi perfino giustificare. Il risultato fu un Goring,
a Roma, costretto a prendere atto dei punti di vista italiani: Operazione
"C-2" su Malta, rafforzamento dell'Africa Korps, problema di un coordi-
namento dei comandi, questione dei carburanti, ecc. ecc. Per cui se è in-
dubbio che Goring non perse la consueta boria e toccò anche alcuni
argomenti veramente scottanti, che ritroveremo più avanti, quale quello
di certi comportamenti di casa Savoia anti-tedeschi e nei confronti della
guerra e la capacità generale di tenuta del paese, c'è anche da prendere
atto che si accontentò abbastanza presto delle assicurazioni di Mussolini,
mise agli atti le espressioni della rinnovata solidarietà dell'Italia quanto
alla Russia, con l'assicurazione di Mussolini di aumentare le truppe italiane
(7) U. Cavallero, Comando Supremo, Diario 1940-43 del Capo di S.M.G., Bologna, 1948,
p. 207-210; il "diario" pubblicato a cui mi riferisco va collazionato con l'edizione
originale integra e con allegati presso l'Archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Mag-
giore dell'Esercito (d'ora in poi A.U.S.S.M.E.) utilizzata da Renzo De Felice e citata
ampiamente nell'opera richiamata in precedenza.
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