Page 22 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Pertanto il giudizio che contava era quello dei giapponesi ed era ai
giapponesi che a loro volta i tedeschi guardavano con attenzione in rela-
zione alla situazione in Russia.
A volere utilizzare una espressione usata in casi analoghi, si potreb-
be dire che all'inizio del 1942 i giapponesi costituirono "il terzo" tra ita-
liani e tedeschi ovvero, invertendo i fattori senza che il risultato tutto
sommato mutasse, che era Roma a diventare, pur nel suo piccolo, il possi-
bile "terzo che gode" nella situazione di stallo che aveva tutta l'aria di
dovere durare tra Berlino e Tokio. Poco importava chi nel triangolo costi-
tuisse il lato che contava maggiormente. Al limite ognuno giuocava la sua
parte e queste quasi sempre si invertivano e talvolta si rovesciavano. Il
fatto importante era l'intreccio che a causa dei fatti del 1941 si era pro-
dotto tra Tripartito ed Asse e che Berlino, Tokio e Roma cercarono nel
1942 o giù di n di dipanare.
In effetti, all'indomani dell'attacco di Pearl Harbor ed all'indomani
delle dichiarazioni di guerra di Germania ed Italia agli Stati Uniti, e come
conseguenza della nuova situazione della guerra, il Tripartito cercò di darsi
prima di tutto una struttura maggiormente unitaria e compatta, dopo es-
sere rimasto fino ad allora allo stato di alleanza più che altro formale.
Si cominciò, come è noto, 1'11 dicembre 1941 confermando i vecchi
accordi sottoscritti il 27 settembre 1940 ed ampliandoli con due nuovi
impegni: a non concludere armistizio né pace separata sia con gli Stati
Uniti che con l'Inghilterra senza piena reciproca intesa - con il che, se-
condo Alfieri, l'Impero nipponico entrava in guerra al fianco dell'Asse-;
di estenderne la durata a dopo la fine della guerra allo scopo di meglio
raggiungere un giusto ordine nuovo OOl. Si passò, quindi, il 15 di dicem-
bre, alla costituzione, in quelle forme solenni quasi ieratiche che riusciva-
no tanto bene ai funzionari del protocollo dell' Auswaertiges A m t, quando
ci si mettevano, all'insediamento di una altisonante Commissione del Tri-
partito, composta da Ribbentrop e dai due ambasciatori Alfieri e Oshima
ed integrata da due sottocommissioni di tecnici ed esperti ad alto livello
italiani, tedeschi e giapponesi che dovevano affiancare i capi delegazione
nelle questioni militari ed economiche. A stare a Ribbentrop, la Commis-
sione ebbe per scopo istituzionale di trattare "in sede politica" i problemi
inerenti alla condotta comune della guerra O l). E se la Commissione do-
(10) Per i testi degli accordi, cfr. D.D.I., 9a, VII, dd. 841 e 851.
(11) "Alfieri a Ciano", Berlino, 15 dicembre 1941, D.D.I., 9\ VIII, doc. 25.
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