Page 27 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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"Quanto al Giappone, il Duce ha osservato come, a suo avviso, non riten-
ga che esso debba in questo momento mettersi contro la Russia, perché il
nemico numero uno è, e rimane, l'Inghilterra" 0 4 ).
Su tale punto Goring non aveva risposto. Berlino dimostrava di non
gradire l'argomento e meno ancora il fatto che gli italiani si schierassero
dalla parte dei giapponesi per costringere i tedeschi a scendere sul terreno
concreto del confronto.
Se si era pensato di potere venire a capo delle resistenze italiane con
la solita visita di un gerarca nazista e con qualche spiegazione ed assicura-
zione, a Berlino ci si dovette rendere conto, proprio dalla missione di Go-
ring a Roma e dalle discussioni a livello di Tripartito, che la situazione
era alquanto più seria. A quel punto, e con una intelligenza politica di
cui occorre dare atto, si cambiò tattica.
Per tre mesi, e mentre a Berlino si cominciava a mettere un po' ai
margini il Tripartito ed a rallentare volutamente gli scambi a tre sulla di-
chiarazione per l'indipendenza dell'India e dei popoli arabi, a livello di
rapporto bilaterale, tra italiani e tedeschi fu tutto un incrociarsi di allusio-
ni, di sfoghi apparenti, di volute confidenze a titolo, come si dice, perso-
nale. E sempre sull'unico tema di quello che senza troppa fantasia si definì
da Berlino il "pericolo giallo" e che a Roma Ciano si affrettò a fare suo,
per motivi che presto chiariremo, mentre viceversa Mussolini ostentò, co-
me è altrettanto noto, una smaccata "nippofilia" 05).
"Alfieri manda uno strano telegramma, secondo il quale Ribbentrop au-
spica che l'Inghilterra chieda un armistizio e ciò per salvare il salvabile"
- annotò Ciano a fine febbraio, in piena bagarre tripartita -
"Che i tedeschi comincino veramente a rendersi conto della spaventosa tra-
gedia che questa guerra rappresenta per la razza bianca? Sarebbe bene,
ma non lo credo" 06).
(14) "Colloquio del Capo del Governo, Mussolini, con il maresciallo del Reich, Goring",
Roma, 28 gennaio 1942, in D.D.I., 9a, VIII, doc. 211, cit., p. 234.
(15) È noto che l'espressione venne usata più volte dai tedeschi anche in scambi ufficia-
li, al proposito si cfr. il resoconto del famoso colloquio del Direttore della sezione
"Italia ed Estremo oriente" del Ministero degli Affari Esteri tedesco, principe Urach,
facente parre dello stretto entourage di Ribbentrop con il Capo di gabinetto di Cia-
no, in: "Lanza d'Ajeta a Ciano", Roma, 11 marzo 1942, D.D.I., 9a, VIII, d. 358;
quanto alle manifestazioni della così detta "nippofilia" di Mussolini il "diario" di
Ciano ne è pieno per tutto febbraio e marzo pressoché quotidianamente.
(16) G. Ciano, Diario, cit., 20 febbraio 1942, p. 128.
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