Page 28 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Ecco il punto ed ecco il giuoco delle parti: un Ribbentrop che tagliò
gli indugi ed entrò nel vivo della questione accennando all'Inghilterra e
ad un suo possibile cedimento; un Ciano che colse immediatamente il ri-
ferimento alla soluzione politica e lo spostò in termini più generali: "la
spaventosa tragedia" della razza bianca con tutto ciò che si può facilmente
desumere ne dovesse derivare a livello di scelte politiche ed in primo luo-
go la necessità, in altre parole, di dare al conflitto una soluzione politica
e, comunque, di attivarsi, Asse compresa, per evitare la "tragedia" a cui
l'avanzata giapponese minaccia va tutti.
Nel telegramma originale di Alfieri la trasposizione risulta maggior-
mente evidente. Con Alfieri Ribbentrop era stato infatti più cauto di quanto
annotasse Ciano. Ribbentrop aveva parlato sì di armistizio, che l'Inghil-
terra avrebbe dovuto chiedere al Tripartito, qualora a Londra fossero pre-
valse le persone di buon senso, ma per smentirlo, vale a dire per precisare
che il Tripartito non lo avrebbe dovuto concedere se non a precise condi-
zioni, aggiungendo, e se ne capisce anche il perché, che gli inglesi non si
sarebbero decisi mai ad un tale passo fino a tanto che i tedeschi non fosse-
ro risultati vincitori ad est< l7l.
I tedeschi sapevano di una tendenza da parte dell'alleato a ricercare
una soluzione politica al conflitto. Bastino al proposito gli accenni fatti
da Goring a Mussolini un paio di settimane prima delle "voci" di scarsa
tenuta dell'Italia, su casa Savoia e gli Aosta, persino sulle simpatie che la
popolazione siciliana avrebbe nutrito per gli inglesi perché erano dei buo-
ni turisti e portavano soldi 0 8 l.
Conoscendola non la escludevano però del tutto, come avevano fatto
fino a poco prima. La delimitavano, la precisavano, cercavano soprattut-
to di volgerla a proprio favore, dirottandola dalla Russia verso la Gran
Bretagna. Fu lì la tattica. Ed a quel punto il discorso sul "pericolo giallo"
acquistò contorni più chiari.
Allusioni, sfoghi, accenni a mezza voce stettero solo a dire che Berli-
no, se comprendeva l'interesse dell'alleato italiano a valorizzare in tutti
i modi possibili ed immaginabili il fronte mediterraneo-africano, compren-
deva molto di meno perché per farlo si andasse a scegliere di appoggiare
i giapponesi. Perché delle due l'una: o l'Italia ricercava una soluzione di
(17) "Alfieri a Ciano", Berlino, 19 febbraio 1942, D. D.l., 9 •, VIII, d. 289.
(18) D.D.I., 9", VIII, doc. 211, p. 234-235.
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