Page 31 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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La tesi tedesca che all'Italia convenisse riconoscere, con buona pace,
potremmo aggiungere, del Governo di Tokio e della ostentata "nippofi-
lia" di Mussolini, che l'Asse era una cosa ed il T ripartito un'altra, rinun-
ciando ad insistere sugli aspetti generali della strategia del Tripartito,
comportava però come conseguenza pratica immediata che la Germania
si accollasse per lo meno in parte l'onere di dare al fronte mediterraneo-
africano quella importanza che il Tripartito gli attribuiva e che la Germa-
nia non gli aveva mai effettivamente riconosciuto.
Si ritornò cioè al punto lasciato in sospeso con la visita di Goring
a Roma. Solo che vi si ritornò dopo avere sgombrato come si è visto la
strada dalle questioni generali e, quindi, nelle condizioni migliori perché
Hitler ratificasse gli affidamenti di Goring, e Mussolini eliminasse le ri-
serve sul "caso Russia".
Prestazioni e controprestazioni vennero puntualmente definite nel-
l'incontro di fine aprile tra Mussolini e Hitler a Salisburgo-Klessheim-
Berchtesgaden: Mussolini non sollevò il problema della guerra in Russia
e lasciò che Hitler se la gestisse a modo suo, dandogli in più la sanzione
dell'aumento dell'entità delle truppe italiane; Hitler non oppose veti alla
ricerca da parte italiana di una soluzione politica. "Può darsi che la Gran
Bretagna convinta che non può vincere chiederà di trattare" < 22 l. Con il che Hi-
tler volle dire che anche gli italiani erano liberi di fare come meglio pia-
cesse loro senza che il solo ricercare una soluzione politica implicasse di
per sé il sospetto di tradimento ed il venire meno alla famosa "Trewe ".
Hitler ribadì inoltre sul piano militare i due punti chiave che cono-
sciamo: l'appoggio all'Italia per l'attacco a Malta ed il rafforzamento del
fronte in Africa settentrionale, confermando la fattibilità e la compatibili-
tà tra l'offensiva tedesca a est e le operazioni militari in Cirenaica e Tripo-
litania < 23 l.
Quanto alla dichiarazione tripartita, italiani e tedeschi furono d'ac-
cordo a svuotarla dai suoi aspetti più controversi. La dichiarazione, pre-
(22) "Colloquio del Capo di Governo con il cancelliere del Reich", (Salisburgo, 29 apri·
le 1942), D.D.I., 9\ VIII, doc. 492, p. 541.
(23) Sui colloqui tra Hitler e Mussolini il 29 e 30 aprile, si cfr. inoltre D.D.I., 9a, VIII,
doc. 495; id., doc. 506, per l'appunto riassuntivo di Ciano in particolare sugli scambi
avuti con Ribbentrop, oltre al Diario, ad dies, ed a G. Ciano, L'Europa verso la cata-
strofe. 184 colloqui verbalizzati da G. Ciano, Milano, 1948, p. 715-719; ed infine D.D.I.,
cit., doc. 493 per il colloquio Cavallero-Keitel, ed inoltre U. Cavallero, Comando su-
premo, cit., p. 250-251, con le integrazioni da R. De Felice, op. cit., passim.
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