Page 151 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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In secondo luogo, bisogna rilevare che la sconfitta subita dall'Italia
fascista in Medio Oriente non fu solo militare, ma soprattutto strategica.
Non si trattò tanto della dimostrazione di un'inferiorità economica e bel-
lica, quanto soprattutto del fallimento di tutta una strategia che aveva am-
bito a fare del Corno d'Africa, del Mar Rosso e del Mediterraneo orientale
una sfera privilegiata, geograficamente omogenea, di influenza italiana.
Per spiegare questo fatto bisognerebbe forse considerare che la presenza
italiana in quei territori fu sì assidua e qualche volta feconda, ma spora-
dica e non coordinata secondo un piano di intervento programmato. L'im-
perialismo fascista fu approssimativo tanto quanto l'imperialismo «strac-
cione» di Crispi e inoltre privo di quella larghezza di vedute che avrebbe
consentito di impostare una politica più costruttiva e non limitatamente
anti-inglese.
In terzo luogo, e ci poniamo da un punto di vista metodologico, bi-
sognerà sottolineare la necessità, nella comprensione dei fenomeni storici
che riguardano i rapporti tra Europa (o, in senso più lato, mondo occi-
dentale) e mondo arabo, di evitare semplificazioni e schematizzazioni che
inducano a sottovalutare aspetti della cultura e della mentalità araba che
invece risultano ineludibili. Tale il caso della più volte evidenziata funzio-
ne dell'Islam nel mobilitare le forze arabe nel giustificarne gli obiettivi.
La lezione dei fatti del 1942 - per lo meno del complesso di fatti che
culminano nelle tragiche vicende del 1942 - valga a tracciare un ponte
ideale tra il passato e il futuro.
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