Page 148 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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figure di Muhammad Najib (Neghib),Jamal Abd an-Nàser (Nasser) e An-
                wàr as-Sàdat, i primi tre Presidenti dell'Egitto repubblicano. Toccò ad as-
                Sàdàt, le cui simpatie filo-tedesche erano palesi, tenere i collegamenti tra
                il  gruppo militare  nazionalista,  al-Banna  e Azìz  al-Masrì.
                     Nonostante alcuni  esponenti della  Fratellanza  contestassero l'amici-
                zia di al-Banna con Alì Màher, temendo una pericolosa collusione dell'or·
                ganizzazione con il potere politico ufficiale, la Guida Suprema si mosse con
                cautela, cercando di non recidere del tutto, con uno sterile atteggiamento
                provocatorio, i legami con le Autorità costituite, probabilmente al fine di
                evitare una definitiva messa al bando della Fratellanza che avrebbe provo-
                cato  gravi limitazioni  all'attività propagandistica.  Di fatto,  pare che nel
                1941  si  ebbero contatti con l'ambasciata britannica, anche se gli  storici
                non concordano sul significato da dare a  questa opzione politica:  alcuni
                affermano che gli  inglesi,  temendo troppo strette intese tra la  Fratellanza
                e il Palazzo -intese che avrebbero potuto confortare l'atteggiamento fa-
                vorevole all'Asse del  re Fàn1q -, avessero cercato un compromesso con
                al-Banna;  attenendone in  cambio, per altro,  un rifiuto;  altri sostengono,
                addirittura, che la  dirigenza dei  Fratelli  avrebbe,  sia pure non pubblica-
                mente, acconsentito alle profferte inglesi,  che le  avrebbero garantito una
                certa  qual  tolleranza  o  protezione.
                     Nella sua agiografica (e  dunque non sempre affidabile) autobiogra-
                fia, as-Sadàt racconta un curioso episodio riguardante i suoi rapporti con
                i Fratelli Musulmani (5).  Egli avrebbe frequentato al-Banna almeno a parti·
                re  dal  1940 e sarebbe entrato nelle  confidenze della  Guida  Suprema  a  tal
                punto da rivelargli di essere un cospiratore ami-britannico e di star orga-
                nizzando una rivolta contro l'occupante inglese. Al-Banna avrebbe propo-
                sto all'interlocutore di unirsi alla  sua organizzazione; as-Sàdàt si  sarebbe
                però rifiutato, adducendo come scusa che i Fratelli erano troppo di parte,
                troppo connotati ideologicamente, mentre gli Ufficiali Liberi nutrivano, per
                il momento, l'unica preoccupazione di liberare l'Egitto dagli stranieri. La
                vicenda è chiaramente inverosimile, a meno che non si supponga -  e questa
                è  certamente la  soluzione  più logica  -  che  as-Sadat  fosse  lui  stesso  un
                Fratello Musulmano.  Ad ogni modo, ciò che interessa qui evidenziare è che,
                se as-Sadàt racconta sinceramente come si svolsero i fatti,  nel1940 al-Banna
                non  pareva  del  tutto  contrario  a  un'azione  di  forza  mirata a  rovesciare
                lo  status  quo  politico  in  Egitto.  Cambiò  egli  idea  in seguito?


                (5)  Anwar  as-Sadat,  In  Search  of an  Identity,  Glasgow,  Collins,  1978, p.  34-36.


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